Farm Cultural Park, il progetto che ha fatto rivivere la città di Favara

By 24 Gennaio 2014 Aprile 26th, 2018 Viaggi

C’è una città della Sicilia che, grazie alla felice intuizione di una coppia di professionisti, oggi è conosciuta dagli amanti dell’arte contemporanea di tutto il mondo: loro sono Florinda Saieva e Antonio Bartoli e la città è Favara, 32.000 abitanti in provincia di Agrigento. Florinda e Andrea hanno trasformato Favara – che, nonostante la vicinanza alla Valle dei Templi, era esclusa da tutti gli itinerari turistici – da città senza prospettive di sviluppo a località turistica che attrae visitatori da tutto il mondo e dà lavoro ai residenti.

FCP4Florinda, avvocato, e Andrea, notaio a Riesi (Caltanissetta), sono nati e cresciuti in Sicilia, ma hanno deciso di non lamentarsi di ciò che non va e di diventare essi stessi protagonisti del cambiamento. Il loro piccolo miracolo nasce nel 2010, si chiama “Farm Cultural Park” e si trova nel centro storico di Favara: è un luogo incantato, quasi magico, fatto di sette cortili, tutti collegati tra loro e circondati da palazzi bianchi, che nascondono giardini di ispirazione araba. Il bianco delle case contrasta con le coloratissime opere d’arte che fuoriescono da facciate, finestre e balconi.

La programmazione artistico-culturale è da non credere: mostre temporanee e non, incontri con artisti e creativi di tutto il mondo, workshop per adulti e bambini, presentazioni di libri, concorsi di architettura, serate musicali e performaces di ogni tipo. Il FCP è uno spazio gratuito e aperto a tutti – non solo ad artisti o addetti ai lavori – dove si possono assaggiare anche vini e prodotti tipici e comprare oggetti d’arte e di design, vintage e libri.

FCP29Dopo l’acquisto e la ristrutturazione di alcune vecchie case, Andrea e Floriana hanno chiamato a Favara i primi gruppi di architetti e di giovani artisti, che hanno cominciato a rianimare il centro storico. Grazie alla presenza costante di opere, mostre ed eventi culturali, artisti internazionali e manager di grandi aziende estere hanno comprato casa a Favara e, insieme a loro, sono arrivati i primi turisti. La domanda, si sa, genera l’offerta e così in soli tre anni sono nati nuovi hotel, ristoranti, B&B e negozi, sono ritornati i bar nella piazza principale del paese ed ha riaperto al pubblico anche l’antico castello.

Grandi appassionati di arte contemporanea, Andrea e Florinda hanno viaggiato per anni tra Londra, New York e Parigi per visitare mostre e incontrare giovani artisti ed hanno creato il FCP tutto da soli, senza soldi pubblici. “Eravamo stanchi di dover sempre andare a New York o Londra per vedere qualcosa di interessante”, ha dichiarato Andrea alla stampa inglese.Cercavamo un modo per trasformare e migliorare il posto in cui viviamo, per noi stessi e per le nostre figlie. In Italia, nessuno fa nulla se non arrivano soldi pubblici. Ma se ci limitiamo ad aspettare e criticare, che differenza c’è fra noi e le persone che critichiamo?”

La svolta decisiva è arrivata nel 2005, quando è nata la loro prima figlia: “Quando è nata Carla abbiamo pensato se non fosse giusto spostarci in una città europea, per dare a lei un contesto con possibilità maggiori. Alla fine abbiamo deciso di costruire il nostro presente e futuro vicini, tutti i giorni, nella nostra terra, senza lamentarci e piangerci addosso, ma con la voglia far crescere il nostro contesto”. Il Farm Cultural Park è “un’istituzione culturale privata, impegnata in un progetto di utilità sociale e sviluppo sostenibile: dare alla città di Favara e ai territori limitrofi una nuova identità, connessa alla sperimentazione di nuovi modi di pensare, abitare e vivere”.

FCP27La realizzazione di questo sogno ha avuto ricadute positive sull’intera comunità di Favara ed è andato oltre qualsiasi aspettativa.“Stavo accarezzando l’idea di acquistare un immobile a Riesi, nel luogo in cui sono titolare di sede notarile”, ha raccontato Antonio, “quando due amici architetti mi portarono nel centro storico di Favara. Il centro storico si è rivelato una grande opportunità per osare di pensare un progetto più grande di me. A giugno del 2010 apre i battenti Farm Cultural Park, il progetto di una vita, il primo Parco Culturale e Turistico italiano, a Favara, a 6 km dalla Valle dei Templi di Agrigento, dove poter godere l’architettura del borgo siciliano e la contemporaneità di quanto in esso contenuto”.

Grazie all’intuizione di Antonio e Floriana, oggi Favara – all’insegna dello slogan “Enjoy contemporary Sicily” –  è più vitale che mai, tanto da essere stata collocata al sesto posto al mondo, tra le dieci mete turistiche imperdibili da chi ama l’arte contemporanea – preceduta solo da Firenze, Parigi, Bilbao, le isole greche e New York. La loro decisione di non trasferirsi all’estero e restare in Sicilia per trasformare Favara in una mostra d’arte a cielo aperto e restituire alle loro due figlie “un piccolo pezzo di mondo migliore di quello che abbiamo ricevuto”, è stata vincente.

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