Viaggiare è ancora possibile e senza grosse privazioni, scegliendo mete più vicine e sostenendo il turismo interno.

Il coronavirus ha indubbiamente stravolto le abitudini dei cittadini mondiali andando a limitare tanti aspetti che ritenevamo fondamentali nelle nostre vite. Noi italiani, da sempre popolo di viaggiatori, ci siamo trovati proiettati in una realtà in cui, il così tanto anelato viaggio come pausa rigenerativa dalla routine quotidiana, ci è stato in qualche modo sottratto. A ben vedere, sicuramente, non è uno dei problemi fondamentali di questo periodo, ma anche questa privazione, alla lunga, potrebbe avere effetti poco positivi sugli equilibri psicologici degli individui.

Viaggiare è una di quelle attività ricreative che più attiva il sistema neuronale della ricompensa e che ci motiva ad impegnarci nella vita di tutti i giorni per poter raggiungere l’obbiettivo finale di una pausa piacevole, lontani dagli stress.

Se la rinuncia al viaggio è qualcosa di non contemplabile, come in un adattamento omeostatico, tenderemo tutti quanti alla ricerca di nuove modalità di spostamento e nuove mete di pellegrinaggio.

Forse mai come in questo periodo si potrebbe approfittare della conoscenza di località a due passi da noi. L’Italia ha la fortuna di essere disseminata, da nord a sud e passando per le isole, di posti meravigliosi ricchi di storia, cultura, di bellezze naturalistiche, che nulla hanno da invidiare a qualsivoglia meta esotica. Internet poi, ci viene in soccorso indicandoci posti che mai avremmo pensato esistessero, magari proprio raggiungibili con poche ore di viaggio in macchina.

Così, eliminata anche la paura di spostarsi su mezzi pubblici affollati, rispolverata come da un vecchio baule, la “gita fuori porta” domenicale potrebbe diventare una nuova esperienza di viaggio. Con pochi soldi e con maggiore frequenza potremmo gratificarci in avventure di scoperta e riscoperta anche di quei posti visitati tanti anni prima e di cui ricordavamo ben poco.

In un momento così delicato, in cui le economie locali di tutto il mondo sono messe in ginocchio, il “viaggetto” a due passi da casa potrebbe diventare la nuova frontiera di sostegno ai sistemi produttivi nazionali. Potremmo scoprire o riscoprire le grandi città d’arte come Roma, Firenze, Venezia, Palermo e via dicendo, ed ancora borghi semisconosciuti e non, come Camogli in Liguria, Ravello in Campania, Locorotondo in Puglia, incantevoli località marittime come Tropea in Calabria, Alghero in Sardegna, Bibione nel Veneto e le suggestive mete montane come La Thuile in Valle d’Aosta, Erice in Sicilia, Moena nel Trentino.

Che il viaggio sia di un giorno o di una settimana, che sia a 40km o a 500km, ci regalerà sempre quel piacere di libertà, di rinnovamento e di pace interiore. Finora forse abbiamo dato più valore a spostamenti su larga scala, che ci hanno portato a migliaia di km lontani dalle nostre routine, ritenendoli come uniche esperienze di viaggio degne di nota anche perché l’investimento economico aveva un certo peso. Questa nuova realtà, che si teme possa riscrivere i comportamenti umani e sociali per un po’ di tempo, sicuramente sta riscrivendo anche le abitudini in fatto di spostamento per motivi di piacere, ma non è detto che da questo cambiamento non si possano ricavare benefici personali e comunitari.

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