L’intervista dà uno spaccato della realtà, dalla stanza sopra il Pronto Soccorso, che nessun altro può dare da dietro a una cattedra o uno schermo tv.

Il prof. Zangrillo, in questa intervista rilasciata il 2 novembre 2020 al TG4 dalla sua stanza sopra al pronto soccorso dell’Ospedale San Raffaele, lancia un messaggio che dovrebbe far riflettere molti di coloro che sono in preda all’ansia da coronavirus a causa dell’esposizione mediatica di chi invece parla da dietro alla propria prestigiosa cattedra universitaria o mostrando in tv il suo ultimo libro sul coronavirus.

Molte persone si sono fatte un’opinione propria e definitiva a suon di talk show, esposizioni mediatiche e fake news. Ma se solo provassimo a essere un po’ più oggettivi e a osservare i particolari, allargando lo sguardo, ci renderemmo subito conto chi è più titolato a parlare di coronavirus e chi meno. 

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Le persone che non si sono schierate né tra i negazionisti né tra i catastrofisti noteranno, grazie al loro equilibrio e la curiosità di comprendere la situazione che stiamo vivendo, che le dichiarazioni di chi indossa un camice sono certamente più credibili di quelle di chi indossa altre vesti.

Lo sfogo del prof. Zangrillo contro la situazione catastrofista descritta dai media è un messaggio che dovrebbe farci riflettere:

Se il clima che i media hanno descritto fosse aderente alla realtà non ci resterebbe che fare testamento e aspettare di morire soffrendo il meno possibile…

Zangrillo al TG4

Clicca sull’immagine per vedere l’intervista

Zangrillo descrive la reale situazione del Pronto Soccorso che dirige, su cui già altre volte alcuni giornalisti autorevoli avevano dato interpretazioni erronee:

Facciamoci dunque sì una nostra opinione, anche sulla base dei dati oggettivi, ma senza criticare ciecamente chi è tra le schiere di coloro che fino a poco tempo fa venivano considerati degli eroi.

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Silvio Malvolti

Ho fondato BuoneNotizie.it nel 2001 con il desiderio di ispirare le persone attraverso la visione di un mondo migliore. Nel 2004 ho costituito l'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo, che oggi gestisce questa testata: una sfida vinta e pluripremiata.

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