Dopo un lungo iter, con decreto del ministero della Salute n. 1563/2024, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’inserimento della figura dell’osteopata tra le professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione. Mancano però ancora tre passaggi per la finale regolamentazione normativa: l’avvio dei corsi di laurea, l’equipollenza dei titoli e la creazione dell’albo professionale.

Verso i corsi di laurea in osteopatia

A seguito dell’ultimo parere positivo del Consiglio Superiore di Sanità, del Consiglio Universitario Nazionale, della pubblicazione del decreto del ministero della Sanità di concerto con il ministero dell’università e della ricerca scientifica la figura dell’osteopata è stata inserita tra le professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione.

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La normativa  precisa che: “Nell’ambito della professione sanitaria dell’osteopata il laureato è quel professionista sanitario che svolge interventi di prevenzione e mantenimento della salute attraverso il trattamento osteopatico di disfunzioni somatiche non riconducibili a patologie nell’ambito dell’apparato muscolo scheletrico». La norma definisce altresì il trattamento come “la selezione di approcci e tecniche esclusivamente manuali, non invasive, ed esterne, adeguate al paziente“. Quindi l’osteopatia viene definita una tecnica che utilizza risorse interne dell’organismo, senza l’ausilio di farmaci.

L’Università degli Studi di Firenze sarà la prima ad avviare il corso di laurea triennale in osteopatia con l’anno accademico 2024/25, mentre l’Università degli Studi di Torino prevede di iniziare nel 2025/26. L’Università degli Studi di Verona ha già ottenuto il parere favorevole del Consiglio Universitario Nazionale per avviare il corso di laurea, mentre il percorso formativo proposto è ancora in fase di valutazione da parte dell’Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca).

Manca ancora un decreto  interministeriale sulle equipollenze dei titoli acquisiti dagli enti privati non accreditati sul piano istituzionale. Questo decreto sarà fondamentale per completare l’iter legislativo e definire in modo chiaro i requisiti e le equivalenze dei titoli di studio preesistenti. Ultimo step da perfezionare è l’istituzione dell’Albo professionale degli osteopati.

Osteopati e fisioterapisti: il rischio di creare “doppioni”

Antonio Bortone, presidente dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI) sostiene che la figura dell’osteopata non è ancora regolamentata come professione dal punto di vista clinico. Al contrario, ciò è avvenuto per il riconoscimento della professione del fisioterapista come professione sanitaria. C’è quindi battaglia tra osteopati e fisioterapisti. In realtà ci sono anche interessi lavorativi ed economici, considerando il business di strutture private che erogano la formazione per il titolo di osteopata.

Assicurano i fisioterapisti dell’AIFI, in concerto con il Sindacato italiano fisioterapisti e professioni area riabilitativa (Spif-AR). che la loro non è una chiusura preconcetta. Per queste associazioni di categoria, l’istituzione del corso di laurea in osteopatia senza l’istituzione di un Albo definito rischia di creare doppioni. Secondo l’AIFI, l’istituzione della nuova professione, con l’annunciata laurea, porterà a sovrapposizioni creando confusione non solo tra gli studenti su come scegliere l’università, ma altresì nel cittadino-paziente.

Dopo un lungo iter iniziato a dicembre 2017 con il DDL Lorenzin (legge 3/2018), ora anche in Italia l’osteopatia è una professione sanitaria. L’accesso alla facoltà di osteopatia è in già in fase di apertura in alcune università italiane. Come per le altre professioni sanitarie anche questo corso di laurea triennale sarà a numero chiuso e richiederà il superamento di un test d’ingresso.

 

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Lucia Massi

Avvocata, assistente universitaria in U.S.A., interprete del tribunale di Roma e promotrice di cultura italiana presso la F.A.O. Le lauree conseguite in Italia e all’estero, incluso un Ph.D. presso la Columbia University di New York, attengono alle discipline giuridiche e letterarie. Laureata in giornalismo, collabora con BuoneNotizie.it.

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