Per molti studenti settembre è il mese della grande decisione: quale università scegliere? Iniziano i test di ammissione, la paura di non superarli, i mille dubbi e la necessità di avere dei piani B. Per aiutare gli studenti a scegliere l’università giusta, due esperti ci guideranno: Luca Venchi, consulente del lavoro di Cuneo e Micol Monge, psicologa torinese.

Scegliere il percorso di studi: per passione o strategia?

Ci sono delle strategie per scegliere l’università giusta? È possibile avere un quadro delle professioni del futuro o è auspicabile seguire il cuore? «Prima di diventare consulente del lavoro, mi sono laureato in Egittologia – spiega Luca Venchiquando mi sono chiesto, quale università scegliere, ho seguito il cuore. Per me è stato davvero appassionante seguire i corsi universitari e sono felice del mio percorso. Sicuramente la difficoltà si è rivelata nel post università: perché la concorrenza è stata tanta e ho dovuto studiare molto. Nonostante ciò, scegliere l’università giusta, deve essere collegata alla propria personalità per non vivere con frustrazione il proprio percorso. In seguito, è possibile scegliere un master o seguire dei corsi che possano indirizzarci verso un lavoro più pragmatico, in modo da calibrare la scelta dell’università con il cuore e quella strategica. Importante è focalizzarsi su una buona università, che prepari lo studente e proponga tirocini e valide opportunità di scambi».

Per scegliere la giusta università può essere utile, per esempio, consultare la classifica delle università Censis. Un’approfondita analisi che valuta il livello delle università italiane, statali e private. Nella classifica 2024 ai primi posti spiccano le università degli studi di Padova, Bologna e l’università La Sapienza di Roma.

La psicologia per scegliere l’università

Per decidere cosa studiare all’università può essere d’aiuto un appoggio psicologico. La psicologa torinese Micol Monge per esempio si occupa spesso di reindirizzare gli studenti a scegliere il percorso giusto.

«Scegliere l’università è complesso – spiega Micol Mongespesso i ragazzi si accorgono di aver assecondato le aspettative dei genitori o di non amare più ciò che hanno scelto, perché la teoria, spesso è differente dalla pratica. Suggerisco a coloro che devono scegliere l’università di seguire le proprie inclinazioni: se vi piacciono i numeri puntate sulla matematica o sull’economia, consapevoli che matematica è un percorso che può portare all’insegnamento, mentre l’economia ha molte diramazioni che possono farvi lavorare in ambiti differenti. Se amate la scrittura scegliete un corso di laurea umanistico, possibilmente seguendo un percorso più generalista durante la triennale, in modo da valutare di fare un percorso più mirato durante la laurea magistrale. Se avete tanti interessi e attitudini diverse ma non sapete cosa scegliere, puntate su un’università che abbia un’offerta formativa dinamica. Nulla è sbagliato. Se ci si rende conto che quella strada non fa per noi si può sempre cambiare. L’importante è fare spesso autocritica e domandarsi se ci si sente realizzati in ciò che si sta seguendo. Molte persone terminano un percorso all’università pur sapendo che non fa per loro: questo può davvero creare frustrazione».

Scegliere l’università è sicuramente un passo importante e occorre avere una buona informazione sui corsi di laurea propositi. Un ultimo consiglio: informatevi sul percorso formativo dei docenti, in modo da essere ispirati e trovare la propria strada.

Condividi su:
Avatar photo

Virginia Donnini

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici