Misure più restrittive per il commercio delle pelli di foca

Secondo la Lav (Lega anti-vivisezione) sono un milione e mezzo le foche uccise negli ultime tre anni per importarne e commercializzarne le pelli. Metodi spesso cruenti, al limite della crudeltà. Il Canada è uno dei paesi dove tale pratica ha preso più piede: qui è autorizzata l’uccisione di foche di appena 12 giorni di vita ed è stato documentato lo scuoiamento di animali ancora vivi. Le istituzioni italiane non potevano certo rimanere insensibili a questo massacro: il Vice-ministro al Commercio Estero Adolfo Urso ha spiegato che l’Italia adotterà misure restrittive non solo per l’importazione dei mantelli dei cuccioli, un divieto già previsto da una direttiva Ue, ma anche per quelli di foca adulta. Inoltre si pensa ad adottare una sorta di “etichetta anti barbarie” per rendere i cittadini più consapevoli di fronte a determinate tematiche. L’iniziativa del governo produrrà i primi effetti sulle importazioni di pelli da Canada, Norvegia e Russia riducendo in maniera sensibile un giro di affari che fino a 10 anni fa era in Italia di 10 miliardi di lire all’anno.
“L’Italia è in prima linea nell’impegno civile e morale per far capire a tutti – ha detto Urso – che l’uccisione barbara di animali lede i valori fondamentali della nostra civiltà”. Un lavoro “che vuole essere la base di partenza per arrivare al divieto di qualsiasi commercio di pelli di animali uccisi in modo barbaro”.

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