Kyoto: dal 2005 rallentano le emissioni in Italia

Il quarto compleanno del protocollo di Kyoto riserva delle belle sorprese. La “Fondazione per lo sviluppo sostenibile” ha diffuso un dossier che fa il punto sulle emissioni italiane. Secondo il documento dell’istituzione guidata dall’ex-ministro dell’Ambiente che firmò il protocollo giapponese, Edo Ronchi, l’Italia non è molto distante dall’obiettivo: “Dal 2005 il trend in Italia è cambiato: al 2012 potremmo essere a meno 5,4 per cento, rispetto ad un obiettivo fissato di 6,5 per cento.”

L’Unione Europea ha accettato l’impegno di ridurre dell’8 per cento (media fra i paesi dell’Unione a 15 membri) i suoi livelli di emissione di gas serra. Ma secondo i dati 2008 dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, l’Unione a 15 non solo raggiungerà il suo obiettivo ma lo supererà, raggiungendo una riduzione di oltre l’11 per cento.

Ma l’Italia? Il Bel Paese si è impegnato, firmando il protocollo, a diminuire del 6,5 per cento le emissioni serra rispetto al 1990. Molti hanno criticato l’impegno definendolo eccessivo. Ma dal 2005 – anno di entrata in vigore della normativa – l’inquinamento che surriscalda il Globo ha cominciato a scendere. Inoltre l’aumento del prezzo del greggio ha fatto ulteriormente diminuire le emissioni soprattutto nel 2008. “Secondo i nostri documentati calcoli e le nostre proiezioni – fa sapere la Fondazione – applicando i meccanismi del Protocollo di Kyoto – con le misure già in atto, con l’istituzione del Registro degli assorbimenti e con i meccanismi flessibili già operativi – l’Italia arriverebbe a meno 5,4% (molto vicino all’obiettivo) e con uno sforzo supplementare potrebbe raggiungerlo, entro il 2012, anche se non come media del 2008-2012″.

Attualmente la principale voce “inquinante” nel coro delle attività che consumano energia sono i trasporti con 44,9 Metp (Milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) a seguire gli usi civili, come il riscaldamento, che occupano il 42,9. In totale, però la richiesta di energia è passata da 145,7 nel 2006 a 142,8 nel 2007. Questo significa anche una razionalizzazione degli usi e una maggiore efficienza. Certo la crisi economica ha avuto il suo peso, ma in questo caso ci permette di far fronte agli impegni presi. E non è solo una questione d’onore: “sforare” i tetti già definiti significa imporre all’Italia una grossa spesa.

Fortunatamente la strada per Kyoto nel 2009 sembra tutta in discesa: i “certificati bianchi” inizieranno a produrre risparmio proprio quest’anno (3,2 Mtep) e le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, salvate in extremis, porteranno benefici energetici proprio quest’anno.

Lascia un commento