Ospedali: arriva la rivoluzione verde

Il Dell Children Hospital in Texas
Il Dell Children Hospital in Texas

Il Dell Children Hospital in Texas

Anche gli ospedali inquinano: in termini di ‘impronta ecologica’, l’indicatore che misura quanta superficie terrestre viene ‘consumata’ per svolgere qualunque attività o per offrire qualsiasi servizio, un nosocomio di vecchia concezione ‘brucia’ da 140 a 185 metri quadri per posto letto. Ma adottando semplici accorgimenti, dalla luce naturale alla lotta al Pvc e al traffico controllato, anche gli ospedali possono allungare la vita al pianeta. Dimezzando l’impatto sull’ambiente.

Le regole della ‘rivoluzione verde’ in sanità arrivano dalla V Conferenza europea dell’ospedale, promossa dal Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera (Cneto) e dall’Università Cattolica di Roma. Persone che si spostano, materiali da gettar via, stanze da illuminare: queste sono le necessità cui far fronte, ma in maniera ecologica. Nell’ospedale verde ogni struttura è pensata per produrre un risparmio energetico, in cui la gestione dei rifiuti ospedalieri sia tale da ridurli al minimo e in cui l’efficienza dello staff ospedaliero, medico e paramedico, permetta di ottimizzare al massimo i servizi offerti. Fra le principali voci dell”inquinamento ospedaliero’ ci sono i rifiuti tra cui molti materiali in plastica. Ecco perché i nuovi ospedali a misura di ambiente puntano a ridurne la produzione o a sfruttare al massimo la luce naturale.

La filosofia del lean design, una progettazione mirata al ‘taglio’ dei costi e dei tempi di realizzazione, si applica non solo alla costruzione, ma anche alla gestione dell’ospedale: la riorganizzazione del personale medico e paramedico, in modo da ridurre la necessità di personale full-time e aumentare il numero di visite al giorno, ha a sua volta permesso di ridurre l’impronta ecologica di certi luoghi di cura. Un approccio sostenibile che, permette anche di fornire la stessa quantità e qualità di assistenza in luoghi di cura di dimensioni inferiori, quindi meno dispendiosi e con un impatto minore sull’ambiente.

Un'immagine dell'Ospedale Meyer di Firenze

In Italia abbiamo come esempio di ecosostenibilità l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, e poi il nuovo ospedale Alba-Bra in fase di costruzione a Verduno, in provincia di Cuneo. Un ospedale verde può comportare una spesa maggiore di un nosocomio ‘vecchia maniera’, e ne è un esempio il costosissimo Dell Children’s Hospital di Austin, nel cuore del Texas, interamente costruito seguendo criteri di ecosostenibilità e diventato il primo ospedale al mondo a ricevere una certificazione Leed Platinum (una sorta di Oscar dell’ecosostenibilità) dall’US Green Building Council. Ma spendere qualcosa in più vale la pena: in prospettiva i risparmi sono grandi e a lungo termine possiamo salvare l’umanità.

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