Iraq, Cina e Russia: "La guerra si può evitare"

La guerra “si può e si deve evitare”. In un comunicato congiunto, diffuso dall’agenzia di stampa cinese ‘Xinhua’, Cina e Russia “ribadiscono la propria determinazione a compiere il massimo sforzo per promuovere una soluzione politica della questione irachena”. “Una simile aspirazione va rispettata” scrivono i ministri degli Esteri dei due paesi Tang Jiaxuan e Igor Ivanov al termine di un incontro svoltosi a Pechino. Nello stesso comunicato congiunto i capi delle diplomazie di Mosca e della Repubblica Popolare, entrambi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e come tali titolari del diritto di veto, invitano a concedere ulteriore tempo agli ispettori dell’Onu presenti in Iraq affinché possano completare al meglio il proprio lavoro, cercando ed eventualmente neutralizzando le armi di distruzione di massa che fossero tuttora in possesso del regime di Saddam Hussein. “Le due parti”, riferisce ancora la ‘Xinhua’, “fanno appello perché la crisi irachena sia risolta attraverso mezzi politici e diplomatici”. Cina e Russia, come la Francia (anch’essa dotata del veto), hanno più volte manifestato la loro contrarietà alla posizione interventistica degli Usa. La nota fa poi riferimento anche a un’altra crisi internazionale in corso, quella nucleare tra Stati Uniti e Corea del Nord, che esortano al “dialogo” in vista di una composizione “politica” della disputa a livello sia “bilaterale” sia “multilaterale”. Ivanov ha tra l’altro invitato Hu, che secondo tutte le previsioni sarà il prossimo presidente cinese in sostituzione di Jiang Zemin, a visitare Mosca in marzo per colloqui con il leader del Cremlino, Vladimir Putin; temi centrali, ha anticipato, sempre l’Iraq e la Corea del Nord.

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