Giunte militari in sudamerica. La giustizia va avanti

La Corte suprema federale messicana ha deciso di estradare in Spagna Ricardo Miguel Cavallo, capitano dell’esercito argentino durante gli anni della dittatura militare. La giustizia spagnola lo ha incriminato per i reati di genocidio e terrorismo, in relazione alle violazioni dei diritti umani da lui commesse quando era assegnato alla famigerata Scuola di Meccanica dell’Esercito, luogo di detenzione e tortura degli oppositori politici argentini prima che diventassero desaparecidos. Nella ricerca delle responsabilità dei crimini commessi in America Latina durante le feroci giunte militari, questi ultimi mesi hanno segnato importanti passi in avanti. Nel mese di apirle, in Cile, l’ex capo della polizia segreta di Pinochet, Manuel Contreras, è stato condannato a 15 anni di carcere. E’ stato riconosciuto colpevole della scomparsa di un detenuto politico. Contreras dovrà essere processato anche per altri reati di violazione dei diritti umani. In Argentina, il giudice federale Claudio Bonadio ha emesso a settembre scorso un mandato di arresto per l’ex generale Leopoldo Fortunato Galtieri e per 25 ex membri delle forze armate. Sono accusati del sequestro, detenzione illegale, tortura, “sparizione” e omicidio di venti membri del gruppo armato Monteneros tra il 1978 e il 1980. Nella sentenza, il giudice Bonadio ha affermato che la Legge del punto finale e la Legge dell’obbedienza voluta (due provvedimenti che di fatto ostacolano le indagine giudiziarie sulle migliaia di “sparizioni” verificatesi durante gli anni del regime militare) sono inconstituzionali e da considerarsi nulle.In Italia, nel mese di marzo, la Corte d’Assise d’Appello di Roma ha confermato la sentenza di primo grado che ha condannato sette militari argentini per crimini commessi nei confronti di cittadini argentini di origine italiana sequestrati, torturati e uccisi nei campi di detenzione. Le pene variano dall’ergastolo a 24 anni di reclusione.

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