Tutelate le donne che indossano i jeans

Commette sempre stupro chi abusa di una persona che indossa i jeans. La Corte di Cassazione, dopo una sentenza shock di otto anni fa con la quale stabiliva che non c’era violenza sessuale se la vittima indossava i jeans, sancisce definitivamente che si commette sempre reato di violenza sessuale. Il caso che ha portato la III Sezione penale della suprema Corte a mettere una pietra tombale sull’argomento riguarda un 41enne di Belluno che, nell’aprile del 1990, aveva costretto con violenza e minaccia la giovane Serenella B. a congiungersi carnalmente con lui. La donna, come la vittima della sentenza di otto anni fa, indossava anch’essa i jeans. Se allora la stessa Sezione della Cassazione aveva annullato con rinvio la sentenza di condanna per violenza sessuale sostenendo che ”e’ quasi impossibile sfilare anche in parte i jeans ad una persona senza la sua fattiva collaborazione perche’ trattasi di operazione che e’ gia’ difficoltosa per chi li indossa”, oggi la stessa III Sezione, presieduta da Ernesto Lupo, ha stabilito che c’e’ sempre violenza. Scrive il relatore Giovanni Amoroso, nella sentenza 22049 depositata oggi, che giustamente i colleghi in un verdetto del 2001 hanno precisato che ”l’attendibilita’ della vittima della violenza sessuale non puo’ essere inficiata dal fatto che la stessa indossasse i jeans al momento dello stupro, posto che la paura di ulteriori conseguenze potrebbe avere determinato la possibilita’ di sfilare i jeans piu’ facilmente”. E oggi la suprema Corte si e’ allineata a quella decisione respingendo il ricorso di Roberto D.B. che dovra’ risarcire la vittima con 15 mila euro.

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