Finita la guerra in Nepal

Un pozzo di speranza è stato aperto in Nepal : 10 anni di guerra, torture e violenze possono trovare fine negli accordi del 7 novembre tra governo e guerriglieri maoisti. Le parti hanno trovato l’ intesa nella consegna delle armi sotto l’egida dell’ ONU, la convocazione di libere elezioni e un’ assemblea costituente, che decida la sorte dell’attuale monarchia al potere.
Il conflitto ha conosciuto le fasi più sanguinose da febbraio 2005, quando il re Gyanendraha decise di sospendere le libertà civili, con rastrellamenti tra la popolazione alla ricerca dei guerriglieri. I nepalesi hanno conosciuto anni di angoscia e terrore, stretti nella morsa del governo e dei ribelli, quest’ultimi accusati da Onu ed organizzazioni umanitarie di reclutamenti forzati tra le campagne, anche di bambini. Unica vittima sono stati i 22 milioni di Nepalesi, gli abitanti di Kathmandu, la capitale, stretta d’assedio dalle forze governative contro i ribelli.
Oggi ci sono prospettive rosee per la fine della guerra, si pensa che i prossimi accordi possano dare una svolta definitiva. È il terzo accordo dall’inizio del conflitto, dopo quelli falliti nel 2001 e 2003. Questo, che verrà siglato il 16 novembre, dovrebbe avere le necessarie garanzie per durare: “Per portare la Repubblica e coniugare socialismo e pluralismo con libere elezioni”, secondo quelle che sono le intenzioni di Prachanda, il leader dei combattenti maoisti, che dopo 25 anni di latitanza nelle foreste nepalesi ha concesso la sua prima intervista da uomo libero al settimanale “ L’Espresso”.
Il desiderio di tutti è che democrazia e libere elezioni possano gettare basi durature per il processo di ricostruzione del paese, necessario dopo anni di guerra civile e più di 10.000 morti.

Lascia un commento