Indipendenza energetica: una realtà anche in Italia

Molte comunità e abitazioni private italiane sono ormai da anni “off grid”, cioè indipendenti dalle reti di luce, acqua, gas e fognarie.

L'ingegner De Siano di Ischia

Sull’esempio degli oltre 4.000 eco-villaggi sparsi in tutto il mondo, anche in Italia esistono comunità che da anni si autoproducono tutta l’energia di cui hanno bisogno, utilizzando fonti rinnovabili e non inquinanti. Le comunità italiane “off grid” (“senza rete elettrica”, ma la traduzione letterale non è esauriente – t.d.a.) non sono semplicemente prive di contratti di fornitura elettrica, ma sono autonome da ogni punto di vista. Questi eco-villaggi hanno rinunciato ai combustibili di origine fossile, generano energia grazie ad impianti eolici, solari, fotovoltaici e trasformano i rifiuti organici in compost. Non sono collegati a rete elettrica, idrica, fognaria o di altro tipo e, quindi, non sono tenuti al pagamento di bollette e tributi. Il modello al quale si ispirano non è la comunità hippy degli anni ’70, ma un tipo si società che soddisfi i propri fabbisogni senza ridurre le aspettative di vita delle generazioni future. Una ventina di queste comunità fanno parte della Rete Italiana Villagi Ecologici (RIVE) , che è nata nel 1996 allo scopo di divulgare questo nuovo modello di vita sostenibile a 360 gradi e che, a sua volta, rientra nel circuito internazionale del General Ecovillage Network (GEN).  

Agli eco-villaggi italiani, nei quali vivono in media dalle 15 alle 100 persone l’uno, vanno aggiunti i privati cittadini che stanno sperimentando esperienze “off grid” in grado di eliminare le bollette, ma senza rinunciare alle comodità. L’ingegnere Emiliano Cecchini di Arezzo, ad esempio, (http://www.lafabbricadelsole.it/progetti/offgrid/casaoffgrid.html) ha realizzato un edificio autosufficiente, che utilizza solo le risorse disponibili nel territorio su cui è costruito e che ricicla all’infinito le risorse provenienti dal cielo (sole e acqua). La casa, ubicata presso l’HydroLab della Fabbrica del Sole (società che ha costruito il primo idrogenodotto al mondo – n.d.a.) è edificio dove energia elettrica e acqua calda sono prodotte da fonti rinnovabili e dove una parte dell’acqua piovana viene filtrata per renderla potabile, mentre la restante è utilizzata per lo sciacquone del bagno e il giardino. Poiché il collegamento alla rete elettrica è assente, non c’è bisogno dell’inverter e si può usare la corrente continua senza trasformarla, evitando così gli sprechi. La casa è scollegata anche dalla rete fognaria e i rifiuti organici vengono utilizzati per la produzione di compost. E per la telefonia? Si usa un ponte radio. “Con l’off grid, l’inquinamento viene quasi annullato e il costo dell’operazione è contenuto: solo un 10% in più rispetto ad una casa tradizionale, che rientra in circa 10 anni” dichiara Cecchini.

L’ingegnere Agostino De Siano (http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=68532&sez=HOME_INITALIA) di Barano d’Ischia (Napoli), invece, vive da 15 anni senza contratto di fornitura elettrica. De Siano provvede al proprio fabbisogno energetico attraverso un impianto ad energia fotovoltaica e una serie di accumulatori. L’impianto, da lui stesso progettato dopo anni di studio, utilizza un ponte alimentato ad alta tensione, da 300 volt continui a 220 volt alternata, senza l’impiego del comune trasformatore/elevatore. Per gli spostamenti, De Siano utilizza anche un’auto elettrica (sempre auto-progettata) sulla quale ha montato pannelli fotovoltaici. “I costi non sono improponibili per chi vuole abbracciare uno stile di vita alternativo: il costo maggiore da sostenere è quello per ottimi accumulatori per uso stazionario” afferma De Siano. “Il costo complessivo di tutto l’impianto viene ammortizzato in 6/7 anni, grazie all’azzeramento totale della bolletta per l’energia elettrica e del combustibile da petrolio”.

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