8 i milioni di euro dell'Unione Europea per l'anno Europeo del volontariato

Proprio ieri e’ arrivata una notizia confortante da Bruxell. Confortante perche’ lascia intravedere un barlume di speranza per quel mondo chiamato volontariato che riunisce tutti quei soggetti singoli e collettivi che si prestano a fornire attivita’ libera e gratuita in tutte e da tutte le parti del mondo per contribuire al benessere economico e sociale della comunita’. Un esecito di uomini  che spesso resta senza volto e senza riconoscimento o comunque, senza la stessa visibilita’ di altri organisimi ed istituzioni impegnati sulla promozione e lo sviluppo sociale.

In europa sono oltre 100 milioni i volontari impegnati “sul campo”, in molteplici settori, in differenti ruoli e su diversi (anche se complementari!) territori valoriali e geografici. Un numero che gioca un ruolo determinante nel contribuire al tanto agognato MSE, modello sociale Europeo, uno nodi centrali della strategia di Lisbona.

Per il 2011, l’anno europeo del volontariato, il Consiglio dell’Unione europea (che riunisce i governi dei 27) ha deciso di stanziare otto milioni di euro, due dei quali andranno proprio a sostegno di tutte le attivita’ organizzate dai paesi membri dell’Ue. 8 milioni.  La giusta via di mezzo tra i 1o milioni proposti dal Parlamento europeo ed i 6 milioni proposti invece dalla Commissione europea.

Una cifra, benche’ probabilmente non sufficiente, almeno adeguata alla cerchia di attivita’, interventi e strategie volte a creare benessere collettivo, uguaglianza, giustizia sociale, pace, integrazione, informazione, sensibilizzazione, garanzia e tutela di diritti.

Il Parlamento Europeo come si legge anche news del sito, nella sua versione italiana,  (http://www.europarl.europa.eu) pone l’accento sull’importanza di assicurare ” un sostegno efficace e attuare misure a favore delle attività di volontariato per permettere ad un maggior numero di persone di parteciparvi”. I fondi comunitari copriranno fino all’80% dei costi di progetti e attivita’ che servano a promuovere l’attività volontaria e ovviamente come espresso dallo stesso Parlamento l’azione e’ emblematica e tesa a incentivare e finaziare studi, ricerche e campagne d’informazione a livello UE, nazionale e regionale contribuendo nel contempo a valorizzare e riconoscere ed amplificare apertamente l’importanza del volontariato. Un peso tangibile, misurabile in termini di incidenza sull’attuazione di un modello di stato sociale ed interventista in grado di ridurre l’ineguaglianza sociale  (in tutte le sue forme), di creazione di  conoscenza, di diff usione dell’ informazione e di influenza sulla stessa economia del Paese.

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