La scuola deve insegnare a scrivere bene

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Ultimamente quando si parla di scuola è per elencare le cose che non vanno: le basse retribuzioni, le nuove norme della Buona scuola, la cronaca di episodi di dissidi e violenze tra studenti, famiglie e professori. Raramente, molto raramente, si affrontano le questioni pedagogiche o anche semplicemente didattiche.

E invece c’è una buona notizia che viene dal ministero dell’istruzione, nonostante siamo alla fine di una legislatura. È uscito il documento orientativo per il compito scritto di italiano alle scuole medie, ed è un testo ottimamente pensato e scritto, utilissimo e bellissimo.

Sono undici pagine di linee guida, redatte da una commissione creata nel luglio 2017 e coordinata da Luca Serianni, a lungo professore – da poco in pensione – di storia della lingua italiana alla Sapienza di Roma, e composta da Massimo Palermo, ordinario di linguistica italiana all’università per stranieri di Siena, e da altri tre esperti: Nicoletta Frontani, docente di lettere in un liceo romano, Antonella Mastrogiovanni, collaboratrice dell’Invalsi, Carmela Palumbo, dirigente tecnica del ministero.

Ad aprile uscirà anche il documento orientativo gemello, sullo scritto d’italiano per le scuole superiori.

L’intervento sull’esame potrebbe modificare a cascata anche il resto della didattica dell’italiano.

Anche se il documento si occupa solo dell’esame finale di terza media, chiaramente si propone di ripensare radicalmente il modo in cui insegniamo a scrivere ai nostri studenti. E per questo è così prezioso.

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