Parte la VII Edizione di “FotoGrafia”, Festival Internazionale che animerà la città di Roma fino al 25 maggio. Sotto la direzione di Marco Delogu, realizzato dal Comune di Roma e prodotto da Zoneattive, quest’anno il tema è la “Normalità”, per indagare come la fotografia racconta il quotidiano. Una kermesse che entra nel vivo proprio dall’obiettivo sul Tevere raccontato da Gabriele Basilico, con un linguaggio indagatore e curioso, disincantato e secco, viaggiando dall’anonimato di una periferia estrema alla geografia monumentale dell’Isola Tiberina. Il resto del festival lo fanno i numeri: 143 mostre, 100 location e oltre 30 eventi. “Vedere la normalità – dice Marco Delogu – significa chiedere ai fotografi di raccontarci attraverso le immagini cosa incontrano e vedono nei luoghi dove vivono o viaggiano. Perché l’idea che vogliamo promuovere è che la fotografia deve aver bisogno di emozioni che i fotografi vivono sulla loro pelle e traducono sulla carta”. E il Tevere di Basilico diventa un manifesto di questa filosofia.

Il tema della normalità diventa un gioco a più voci all’interno del Palaexpo: c’è la voce di Leonie Purchas fatta di intimi ritagli della memoria della sua famiglia; la voce di Paolo Woods che ritorna in Africa a indagare lo sbarco dei cinesi; la voce di Lucia Nimcova che documenta la sua Slovacchia prima e dopo il crollo del muro di Berlino. Ma spicca anche l’altro omaggio a Roma, con la collettiva di giovani fotografi stranieri ospitati per produrre la loro immagine clou della città.

Dalla Pineta di Castel Porziano all’orto botanico sfilano i lavori di Tim Davis, David Farrell, Miguel Rio Branco, Guy Tillim. Dal Museo di Roma in Trastevere con la tragedia politica della Birmania immortalata da Orit Drori, alla Tokyo in eclisse di Daniele Dainelli. Dalla Galleria nazionale d’arte moderna con David Perlov che costruisce un mosaico di ricordi quotidiani tra Tel Aviv e Parigi, ai “Passanti” di Rossella Bellusci, mentre Patrizio Esposito racconta la lotta del popolo saharawi alla Project Room Villa Glori. Insieme ad altri 130 appuntamenti del circuito, a coinvolgere gallerie, istituti di cultura come l’Italo-Latino Americano, e accademie.

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