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Italiani, popolo digitale: il 54% naviga sul web

Sempre più Italiani scelgono di dotarsi di una connessione adsl per poter navigare su internet a casa propria o sul posto di lavoro.
Inoltre, i consumatori hanno ormai capito come trovare le tariffe per internet adsl meno care e risparmiare anche sotto questo aspetto. Il modo migliore, infatti, è confrontare le offerte adsl presenti sul mercato sulla base delle proprie esigenze, valutandone attentamente costi e condizioni. Ad esempio, se si fanno molte chiamate verso i telefoni mobili, è bene cercare una tariffa che comprenda chiamate illimitate verso questi dispositivi. Un ulteriore aspetto da prendere in considerazione sono le nostre abitudini di navigazione, sulle quali si baserà la scelta della connessione internet. Se usiamo la connessione per lavoro, oppure se siamo degli assidui navigatori, si dovrà scegliere una connessione super veloce, ossia quella a fibra ottica con una velocità di download e upload di 100 Mbps.

In questo caso però occorre prestare particolare attenzione all’effettiva velocità della nostra connessione, magari testandone le performance. A tale proposito, l’Agcom ha messo a punto Misura Internet, un test per verificare che la velocità di connessione sia realmente quella promessa dall’operatore telefonico. Questo perché può purtroppo capitare che la qualità del servizio ricevuto sia molto diversa da quella preventivata: in questi casi è importante informarsi bene e far valere i propri diritti, contattando il fornitore per chiedere spiegazioni riguardo al disservizio.

Se invece le proprie abitudini di consumo, per quanto riguarda la navigazione, consistono in un uso moderato di questo servizio, si potrà tranquillamente scegliere una normale connessione adsl, con una velocità che può variare tra i 7 e i 20 Mbps.

La scelta in questo ambito sarà però influenzata anche dalla zona in cui si vive: non tutte le città italiane, infatti, dispongono delle infrastrutture necessarie per la connessione a fibra ottica. Se non si vive in città come Milano, Roma, Torino, Genova, Bari e poche altre, quindi, la scelta della tipologia di connessione dovrà ricadere necessariamente sulla quella adsl.

Se invece si sottoscrive un contratto con chiamate e navigazione “illimitata” è sempre buona abitudine controllare le soglie dei consumi, in quanto questi non saranno effettivamente illimitati, ma soggetti comunque a delle limitazioni, seppur con soglie molto alte.

Chi ha sempre pensato che gli italiani fossero dei veri e propri “analfabeti informatici”, dovrà ora ricredersi. Lo studio “Nuovo habitat tecnologico”, portato a termine da Tecnè Italia, il magazine on line dedicato ai temi dell’informatica e della tecnologia, ha analizzato l’approccio degli italiani con il mondo del computer.

Tecnè Italia ha rivelato che il 58% della popolazione italiana possiede un computer e che il 54,4% di essi naviga in internet. Sembra, inoltre, che l’approccio con le nuove tecnologie avvenga sin dalla tenera età: già a partire dai 6 anni d’età, il 60% dei bimbi italiani inizia a muovere i suoi primi passi con il computer, anche solo come strumento di gioco e di apprendimento. In particolare, il 18% dei bambini sa utilizzare il computer anche prima dell’inizio delle scuole elementari. E se ci spostiamo nella fascia di età compresa tra i 6 e i 10 anni, il dato sale sino al 58%. Di questi ultimi, più del 35% dichiara di saper navigare su internet.

Lo studio Tecné ha rivelato una certa omogeneità su tutto il territorio italiano per quanto riguarda la navigazione internet: si va dal 58% degli intervistati residenti al centro sino al 48,6% di quelli del Mezzogiorno. Lo stesso invece non vale per la diffusione della banda larga: nel Sud Italia l’8,5% degli intervistati possiede una connessione a 56 kb, contro una media nazionale del 6,5%.
Per quanto riguarda, invece, il settore dell’e-commerce, tra gli acquisti maggiormente effettuati dagli italiani abbiamo voli aerei (39,1%) e abiti (30,2%). Stenta a diffondersi la vendita di prodotti alimentari (6,4%), farmaci (1,8%) e formazione a distanza (3,3%), per i quali gli italiani preferiscono le modalità di acquisto tradizionali.

 

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