I cambiamenti positivi partono anche dall’infanzia

Dina Buchdinder

La messicana Dina Buchbinder (nella foto) è la fondatrice di un progetto che, attraverso l’attività sportiva e il gioco, educa i bambini alla convivenza pacifica e li stimola a diventare fattori di cambiamento positivo per le loro comunità. Il progetto, fondato nel 2007 e chiamato “Deport-es para Compartir”, ha lavorato con oltre 32.000 ragazzi in tutto il Messico, l’80% dei quali sono indigeni. Attraverso lo sport, Dina e il suo staff mirano a risvegliare nei bambini le capacità creative più profonde, in modo che l’infanzia possa diventare un autentico fattore di cambiamento per la propria comunità.

Scopo principale del progetto è trasmettere ai giovanissimi valori universali – come il lavoro di squadra, la parità di genere, il fair play, il rispetto e la tolleranza – e gli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite. Attraverso il divertimento e il gioco di squadra, il progetto vuole generare nei ragazzi una consapevolezza attiva dei loro diritti e delle sfide globali che li attenderanno, affinché tale coscienza si traduca in azioni concrete a livello locale, che favoriscano la costruzione di un ambiente migliore nel quale vivere: un ambiente salubre, pacifico e multiculturale.

Nel 2007 Dina prese parte ad un progetto internazionale rivolto ai giovani e venne a conoscenza di un programma delle Nazioni Unite che considera lo sport come veicolo per la promozione di salute, educazione, sviluppo sostenibile e pace. “Ho studiato relazioni internazionali, ma non ero interessata alla carriera diplomatica. Ho sempre avuto una passione per i bambini” ha dichiarato Dina “Inoltre, sono sempre stata una ragazza iperattiva e ho praticato molti sport. Ero entusiasta all’idea di poter collegare le mie due passioni”. E continua: “Quando tornai in Messico chiesi ad un collega di aiutarmi a sperimentare la mia idea in una riserva indigena a Chihuahua per un semestre. Siamo rimasti stupiti dei risultati: ci chiamavano dalle altre riserve chiedendo se potevamo andare. In seguito abbiamo iniziato con le prime due scuole a Città del Messico”.

Nacque così il progetto “Deport-es para Compartir”, che persegue altri due importanti obiettivi: la celebrazione delle identità locali e l’importanza degli scambi culturali con le altre comunità. Per Dina e il suo staff è importante risvegliare nei giovanissimi il senso di orgoglio per le proprie radici e, al tempo stesso, stimolare in loro il desiderio di conoscere altre realtà. Ma non è tutto: poiché il Messico possiede alti indici di obesità e diabete infantile, collegati ad uno stile di vita troppo sedentario, il programma insegna anche l’importanza della prevenzione delle malattie, attraverso il mantenimento di uno stile di vita sano e di un’attività fisica regolare.

“Molte scuole richiedono il nostro intervento, ma non abbiamo risorse né personale sufficienti per tutte, perciò formiamo anche gli insegnanti, per poter estendere le nostre attività al maggior numero di bambini, sia nelle scuole che nelle riserve indigene. Gli insegnanti ci dicono che vedono un cambiamento enorme nell’atteggiamento dei bambini e i genitori ci riferiscono che i figli sono molto più collaborativi e disponibili in casa.” Oggi il programma ideato da Dina coinvolge scuole pubbliche e private, comunità urbane, rurali, indigene e gruppi di bambini diversamente abili, sempre con lo stesso obiettivo: “invitare i bambini, attraverso il gioco, ad essere responsabili dei cambiamenti positivi a livello locale”. 

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