Scoperto il punto debole del virus della SARS

Con l’influenza invernale in vista, si riaccendono i timori di un ritorno del contagio da virus della polmonite atipica che la scorsa primavera ha fatto molte vittime soprattutto in Cina. Per scongiurare scenari pericolosi, non solo dal punto di vista epidemiologico, ma anche alle psicosi collettive che i dubbi e i timori che di fronte ad una normale influenza si possono sollevare, gli scienziati in molti laboratori del mondo lavorano in tutta fretta nel tentativo di ideare strategie di cura contro il virus.

Un passo avanti importante sembra essere quello messo in atto dal team guidato da Zihe Rao alla Tsinghua University che ha fatto registrare un successo che fa sperare nella formulazione dei primi farmaci contro il virus.

Il gruppo ha infatti riferito sulla rivista dell’Accademia Americana delle Scienze (Pnas) di aver scoperto i punti deboli di una sostanza prodotta dal virus che ha un ruolo chiave nella sua moltiplicazione dentro l’organismo umano, la proteasi principale. Queste conoscenze potrebbero essere usate per ideare dei farmaci che impediscano al virus di riprodursi.

Quando un virus entra in un organismo invade le cellule e comincia ad usarne macchinari biologici per moltiplicarsi ed andare poi ad invaderne altre. Il patogeno che e’ responsabile della Sars appartine alla famiglia dei coronavirus e fu identificato il 18 aprile dai Centri per il controllo delle malattie (Cdc) di Stati Uniti e Hong Kong. E’ un coronavirus diverso da quelli finora noti.

Esso ad un certo punto del ciclo produce una lunga molecola che poi un’altra sostanza virale come una forbice taglia in più parti che serviranno al virus per costruire il proprio guscio, uscire dalla cellula e continuare il ciclo infettivo. La forbice molecolare e’ la proteasi principale. Gli scienziati ne hanno studiato la struttura tridimensionale con una tecnica detta cristallografia ed hanno cercato di interferire con questa struttura usando agenti chimici. La struttura tridimensionale di ogni proteina e’ fondamentale per il suo funzionamento.

Quando i ricercatori hanno alterato il grado di acidita’ dell’ambiente circostante la proteasi, questa si e’ sensibilmente modificata molto piu’ di quanto succede a sostanze simili di altri virus della stessa famiglia della Sars. Inoltre gli scienziati hanno testato degli inibitori sulla molecola-forbice ed hanno visto che si legano ad essa differentemente rispetto ad altri coronavirus. La proteasi ha quindi dei punti deboli, averli scoperti e’ un ottimo punto di partenza nella ricerca farmacologica contro la polmonite atipica.

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