Una speranza nella battaglia contro la sclerosi multipla

La sclerosi multipla è una malattia del sistema nervoso centrale, grave e progressivamente invalidante. Essa colpisce per lo più donne e giovani dai 20 ai 30 anni. La malattia sembrerebbe causata da una congiunzione di fattori genetici e virali e colpisce 52.000 persone in Italia. Mediamente ogni anno si verificano quasi 2.000 nuovi casi. Ad oggi esistono diversi farmaci in grado di ritardarne il decorso e limitarne in parte gli effetti, tuttavia la scienza è ancora alla ricerca di una terapia in grado di sconfiggere definitivamente questa patologia.
In questo contesto è indubbiamente fonte di grande speranza il risultato ottenuto dai ricercatori dell’ateneo di Napoli: l’equipe guidata dal dott. Giuseppe Matarese ha arrestato tramite specifici anticorpi la progressione della sclerosi multipla nei topi mediante il sequestro dell’ormone leptina (prodotta principalmente dal grasso corporeo).
Frutto dell’esperimento: la malattia ferma la sua avanzata e diminuiscono le ricadute. Risultati ancor più incoraggianti tenendo conto del fatto che i ratti sviluppano una forma di sclerosi con molte analogie rispetto a quella umana.
Questo il commento di Mario Alberto Battaglia, presidente AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla): “Questo studio, frutto del grande impegno della ricerca italiana di cui siamo orgogliosi, approfondisce il ruolo della leptina nel modello animale di sclerosi multipla e il legame tra questo ormone e il sistema immunitario. Ogni ricerca aggiunge elementi preziosi che potranno aprire nuove strade per la lotta alla sclerosi multipla e alle altre malattie autoimmuni”.

Lascia un commento