Così si potranno prevenire ictus e altre patologie

A causare la maggior parte degli accidenti vascolari, quali ictus e infarti, oltre alle diverse concause e patologie dell’individuo che ne è affetto, vi sono le precarie condizioni dell’endotelio, una membrana importantissima di rivestimento interno dei vasi sanguigni. L’integrità o meno di questa importante parte dell’organismo è fondamentale per impedire la coagulazione dei liquidi organici all’interno delle arterie scongiurando conseguenze spesso tragiche per il paziente, ma fino ad oggi ancora scarse sono le tecniche per verificare, all’istante, le condizioni di questa membrana. Ma adesso le cose potrebbero cambiare in brevissimo tempo, da quando, cioè, l’Istituto di Fisiologia, IFC, del CNR di Pisa ha messo a punto uno speciale strumento ecografico in grado di rilevare le condizioni dell’endotelio, minuto per minuto, con tutta una serie di fotografie istantanee che ci da la misura di come sono le condizioni reali di questa membrana nel tempo al variare delle varie situazioni dell’individuo e di fronte a patologie quali l’ipertensione, il diabete, l’ipercolesterolemia e quanto queste malattie hanno contribuito a danneggiare l’endotelio. “La valutazione della funzione endoteliale”, spiega Francesco Faita dell’Ifc-Cnr, “consiste nella misura del diametro dell’arteria omerale a riposo. L’endotelio è presente in tutti i vasi, soprattutto nelle coronarie, ma il braccio, all’interno del quale passa l’arteria omerale, è una parte comoda e semplice da studiare. Noi abbiamo progettato una scheda hardware, che si affianca all’ecografo sfruttando la sua uscita video, che viene acquisita e digitalizzata sulla scheda stessa. In quest’ultima è contenuto un processore che permette di individuare nelle immagini dell’arteria alcune informazioni importanti, quali i suoi bordi e, automaticamente, il suo diametro. Si tratta di una grossa novità, prima era molto difficile calcolare le dimensioni e ci si basava su misure ricavate a occhio dal medico; ora invece si può monitorare l’interno dell’arteria in tempo reale durante la visita medica, mentre lo specialista stimola il paziente sia meccanicamente che farmacologicamente”. La cosa ancora più stupefacente è che da un esame clinico della durata di circa 20 minuti è possibile ricavare ben 300 mila immagini che danno al medico l’idea di quanto si diversifichi il diametro del vaso sanguigno al variare di determinati fattori esterni, stress compreso e quale è il rischio reale che il paziente incorra in patologie ancora più serie di tipo metabolico e non. L’apparecchio, ancora a livello sperimentale in 21 centri italiani e 9 in Europa e che fa parte di un progetto voluto dalla Società Italiana Ipertensione Arteriosa e dalla Società Italiana di Cardiologia, dovrebbe essere lanciato su larga scala nei prossimi anni.

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