La celiachia potrebbe essere sconfitta

La Celiachia, quella affezione che colpisce 1% della popolazione americana e che costringe i soggetti affetti ad alimentarsi con cibi privi di glutine, per non incappare in una grave crisi di intolleranza, potrebbe essere debellata.

Infatti, secondo uno studio dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione del CNR, con Telethon, Università di Napoli e Ospedale Avellino e poi pubblicato sul Journal of Immunology ha messo in risalto il ruolo dell’Interleuchina, una molecola prodotta dal nostro intestino che, parrebbe, tenere sotto controllo i linfociti dopo l’infiammazione che segue l’ingestione di glutine in soggetti predisposti.

“La celiachia è causata da una risposta alterata del nostro sistema immunitario nei confronti del glutine, presente nei cereali”, spiega Carmen Gianfrani, ricercatrice dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Avellino, prima firmataria della pubblicazione. “Il soggetto intollerante, a causa della sua predisposizione genetica, tratta il glutine come un agente pericoloso verso cui attuare un’efficace riposta immunitaria al fine di distruggerlo. Più specificamente, nell’intestino celiaco sono presenti cellule linfocitarie che, in seguito al contatto con la gliadina, maggior costituente del glutine, proliferano e producono sostanze con attività infiammatoria quali l’interferone-gamma”.

I sintomi della celiachia sono noti, vomito, diarrea, anemia, perdita di appetito, i più frequenti, infertilità e rallentamento della crescita i meno noti, ma ugualmente possibili. Il motivo di questa risposta esagerata dell’organismo, la presenza, nell’intestino del celiaco, di cellule che si attivano in seguito al contatto col glutine..

“Dopo aver eseguito una biopsia intestinale”, prosegue la dr.ssa Gianfrani, “abbiamo isolato queste cellule una dall’altra e fatto crescere in vitro i singoli linfociti, generando dei veri e propri cloni. Successivamente, sono stati effettuati dei test, mettendo a contatto le cellule infiammatorie con quelle regolatorie, in rapporto di 1 a 1, e abbiamo constatato che queste ultime, attraverso la produzione di sostanze anti-infiammatorie quali l’interleuchina-10, inibiscono la proliferazione dei linfociti patogenetici. La risposta infiammatoria risulta invece molto più accentuata se l’attività delle cellule regolatorie viene bloccata”. Agendo su queste cellule, andando a reagire su alcune e meno su altre, la risposta infiammatoria esagerata potrebbe essere inibita….
Aumentando nell’intestino il numero di cellule regolatorie o potenziandone l’azione, quindi, l’infiammazione potrebbe essere tenuta sotto controllo. “E’ quello di cui ora ci stiamo occupando”, conclude la ricercatrice. “Attualmente stiamo studiando la possibilità di espandere e potenziare in vitro l’attività delle cellule regolatorie attraverso l’immissione di interleuchina-10 esogena. E speriamo che presto, verificata l’efficacia e la sicurezza anche in vivo, si possano realizzare prodotti anti infiammatori a base di IL-10 destinati ai celiaci”.

Allo stato attuale della ricerca, i farmaci derivanti dallo studio andrebbero presi prima di ogni pasto e potrebbero tenere sotto controllo, di volta in volta, il fenomeno.

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