Visite specialistiche gratuite in oltre 100 ospedali

Ormai è diventato un appuntamento fisso. Per la terza volta, anche quest’anno – dal 12 al 16 novembre – in oltre 100 ospedali italiani (che comprendono sia strutture pubbliche che private) porte aperte e visite gratuite specialistiche per tutti coloro che soffrono di forme più o meno gravi di stipsi. L’iniziativa, a cura della SIUCP (Società italiana Unitaria di Colonproctologia) con il patrocinio del Ministero della Salute, della Società Italiana di Medicina Generale e di “Cittadinanzaitaliana-Tribunale per i Diritti del Malato”, permetterà di far emergere un disturbo come la stipsi di cui si parla poco non solo per pudore, ma anche e soprattutto perché, a torto, i 4 milioni di persone che soffrono di stipsi sono spesso convinti che il problema dell’intestino pigro sia cronico, cioè senza soluzione. ”Cosa non vera – spiega il professor Antonio Longo, presidente SIUCP e inventore della tecnica contro la stitichezza, che porta il suo nome e oggi riconosciuta scientificamente a livello mondiale – perché guarire da questo disturbo è possibile, specie con l’aiuto del colonproctologo, uno specialista ancora poco conosciuto nel nostro Paese, e che invece è indispensabile per formulare diagnosi precise sull’origine di ogni singolo caso e per indicare la terapia migliore da seguire”. In particolare, per le forme più gravi di stipsi, dovute ad un’ostruzione meccanica alla defecazione (che interessa il 10-15% di quanti soffrono di stipsi, pari a circa mezzo milione di persone), causata da prolasso vaginale o rettale, attualmente c’è collaudato ed efficace un intervento chirurgico mininvasivo, rapido e poco doloroso, già disponibile in molti Centri pubblici italiani.

Già dal 15 ottobre, per prenotare una visita specialistica e sapere qual è il Centro più vicino a cui rivolgersi, dal lunedì al venerdì è attivo il numero verde 800.126.731, ed è consultabile il sito www.siucp.org.

La terza settimana nazionale per la diagnosi e la cura dell’intestino pigro ha anche l’obiettivo di riuscire a ridurre le “cure fai da te”, spesso inutili e dannose, come l’abuso di lassativi (250 milioni di Euro spesi ogni anno) che nel lungo periodo non curano, ma anzi possono provocare importanti effetti collaterali.

Bando, quindi, ad ingiustificati pudori sull’argomento. Tanto più che esso colpisce 4 milioni di persone (3 milioni di donne e un milione di uomini). E questa “Terza Settimana per la diagnosi e la cura dell’intestino pigro” permette, oltre a sottoporsi gratuitamente ad un esame specialistico, anche di ritirare – sempre gratuitamente e sempre presso ospedali, cliniche e studi medici che aderiscono all’iniziativa – un prezioso manuale informativo. Per avere tutte le informazioni indispensabili su sintomi e cause della stipsi e, allo stesso tempo, per ricevere le indicazioni pratiche sulla maniera adeguata per affrontare e risolvere un disturbo particolarmente diffuso fra gli anziani (dopo i 60 anni, ben il 40% ha problemi di questo tipo), dovuto principalmente al fatto che con l’età i muscoli addominali s’indeboliscono e, inoltre, le persone in là con gli anni tendono ad assumere pochi liquidi, importanti per un corretto funzionamento dell’intestino.

Né sono risparmiate le donne in gravidanza. Anzi: circa il 65% delle donne incinte soffre di stipsi. Consiglia Longo: “Per limitare i problemi è importante bere molto e mangiare fibre, stendersi per distribuire la compressione e cambiare spesso postura. Ed evitare i lassativi, che disidratano ulteriormente e possono nuocere alla donna e al feto. Preferibili invece i clisteri, che idratano”.

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