Svolta decisiva nella ricerca sugli immunosoppressivi

Ricercatori italiani e vietnamiti hanno fatto un’importante scoperta: una pianta, impiegata da secoli come farmaco naturale dalle minoranze etniche del Nord del Vietnam, potrebbe apportare una svolta decisiva nella ricerca sugli immunosoppressivi. Il suo nome scientifico è Artocarpus Tonkinensis. Complicato, ma con effetti sorprendenti. Gli scienziati protagonisti della scoperta, cooperano da anni nel quadro di un progetto di ricerca comune dell’Università di Perugia (sezione di farmacologia, tossicologia e chemioterapia del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale) in coordinamento con l’Institute of Chemistry dell’Università di Hanoi (Vietnam), nel quadro dell’accordo di cooperazione scientifica e tecnologica stipulato dal ministero degli Affari esteri con il governo vietnamita.
Le attuali terapie apportano effetti collaterali piuttosto pesanti quali la perdita progressiva delle funzioni propriamente protettive del sistema immunitario. Da qui il rischio del manifestarsi di un largo spettro di effetti collaterali indesiderati, che rischiano in molti casi di rendere vana, e molto spesso tossica, la somministrazione degli immunosoppressivi.

Le ricerche condotte dagli scienziati hanno lo scopo di identificare delle sostanze capaci di un’azione mirata che però non mini l’efficacia della terapia e soprattutto non rechi danni all’organismo. Soprattutto quest’ultimo è il motivo che ha spinto gli scienziati a selezionare i principi attivi presenti nelle foglie dell’albero vietnamita di Artocarpus Tonkinensis. Questa pianta, che cresce spontaneamente in vaste regioni del Vietnam settentrionale è, da secoli impiegata nella medicina tradizionale dalle minoranze etniche di questa regione come rimedio nella cura di patologie autoimmunitarie. A quanto pare la sua somministrazione non ha gli effetti collaterali delle attuali terapie, anzi sembra non averne alcuno.

Presso l’Università di Perugia sono attualmente in corso altre ricerche sugli effetti che questa pianta ha nella cura di altre gravi patologie quali i linfomi. Una vera e propria speranza per il futuro.

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