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Pubblica amministrazione: addio scartoffie!

In soffitta lettere e protocolli, timbri con data di arrivo e partenza. Si volta pagina e la pubblica amministrazione punta sulla posta elettronica. Primo obiettivo quello di assegnare una casella e-mail ad ogni dipendente, anche a quelli che non hanno una postazione con il personal computer. E’ quanto prevede una direttiva sull’impiego della posta elettronica nelle pubbliche amministrazioni, a firma del ministro dell’Innovazione Lucio Stanca e del ministro per la Funzione pubblica Luigi Mazzella e pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale.
E’ alle porte la fine di un’era: quella dei timbri, delle scartoffie che si accumulavano in archivi e scantinati, del protocollo che meticolosamente annotava giorno e ora di partenza delle missive. Finiscono definitivamente nell’album dei ricordi gli uffici grigi e stracolmi di carte del ‘ragionier Fantozzi’; verso il capolinea anche le spole tra un ufficio e un altro solo per un timbro, dei giorni e giorni che servivano per comunicare tra uffici.
Ora arriva il messaggino sul computer (avvisando che e’ arrivata nuova posta) e, dalla richiesta di un permesso all’ordine di servizio, dalla riorganizzazione del lavoro alle indicazioni piu’ spicciole per il dipendente, tutto viaggera’ piu’ velocemente on line. La posta elettronica dovra’ diventare dunque in ministeri e pubbliche amministrazioni strumento di lavoro ”abbandonando inutili ed onerosi formalismi – si legge nella direttiva – considerati anche i consistenti risparmi di risorse che potranno derivare alla pubblica amministrazione”. Una P.A. piu’ moderna, piu’ veloce nel comunicare ma anche meno spendacciona rispetto al passato. Ed e’ stato lo stesso ministro Stanca di recente a ricordare che ogni lettera che la pubblica amministrazione invia con i sistemi tradizionali comporta un costo economico complessivo stimato in 20 euro. L’obiettivo e’ che entro fine legislatura ”tutte le comunicazioni nelle pubbliche amministrazioni possano avvenire esclusivamente in via elettronica”. Per ogni pubblico dipendente, tutti, anche quelli non dotati al lavoro di pc, dunque arriva la casella e-mail, oltre alle caselle istituzionali che, avverte la direttiva, dovranno essere monitorate ”almeno una volta al giorno”. La posta elettronica – si spiega – e’ piu’ semplice, piu’ economica, consente un invio multiplo e di essere ricevuta ovunque. Cosa si puo’ fare per e-mail? Dalla richiesta di ferie alla convocazione di riunioni, dall’invio di documenti alla diffusione di circolari. E’ ancora la direttiva a dare indicazioni e ad assicurare che i dipendenti non saranno lasciati in balia delle nuove tecnologie in quanto ogni amministrazione ”dovra’ adottare ogni iniziativa di sostegno e formazione”. E non sara’ fanta-amministrazione: le indicazioni impongono infatti una verifica dello stato di attuazione della direttiva ogni sei mesi.

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