Abbasso i compiti, lasciateci giocare!

“Caro sindaco, nella Convenzione dei diritti dei bambini, firmata a New York nel 1989, ci sono due articoli: il 28 dice che abbiamo diritto ad andare a scuola; il 31 dice che abbiamo il diritto di giocare. Dovrebbero essere uguali. Tutti e due importanti e rispettati. Invece i grandi pensano che giocare è un passatempo e basta o una perdita di tempo. Spesso giochiamo solo se avanza tempo. Noi pensiamo invece che giocare è molto importante e forse più importante di tutto. Però abbiamo scoperto che forse anche tu pensi che il gioco non è importante e non è un diritto dei bambini perché abbiamo trovato nel Regolamento di polizia urbana del Comune di Roma che è vietato qualunque gioco sul suolo pubblico”.
Hanno preso carta e penna i bambini di Roma e hanno interpellato il sindaco Veltroni sul loro diritto di giocare, rinfacciandogli anche che la multa per il “reato” di gioco è stata di recente aumentata a 51 euro, e chiedendogli di “cambiare subito l’articolo 6”, offrendosi magnanimamente di aiutarlo a stabilire nuove regole.
Prima che a qualche adulto, cresciuto nell’epoca dei “taci che sei piccolo”, venga da sorridere con sufficienza, val la pena di aggiungere che il sindaco si è affrettato a rispondere che farà verificare all’assessore competente e al comandante dei vigili la proposta dei bambini, che non si sono fermati qui.
“Consci del fatto che per giocare occorre uno spazio, ma anche il tempo per farlo”, spiega Francesco Tonucci, ricercatore del Cnr, da decenni strenuo difensore dei diritti dei bambini, “si sono rivolti anche ai dirigenti scolastici e agli insegnanti per chiedere che non assegnino più compiti per il fine settimana e le vacanze, e tantomeno quando si frequenta il tempo pieno. Del resto pure gli scienziati che studiano lo sviluppo dei bambini sono convinti che il gioco sia l’attività più importante di tutte per la loro crescita”.

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