Nasce la Banca nazionale del Tempo

Sarà inaugurata a Roma, in occasione del Primo Convegno Nazionale, l’Associazione Nazionale della Banca del Tempo. Ma iniziamo dal principio: cosa sono le Banche del Tempo (BdT)? Sono associazioni che funzionano in base ai principi di reciprocità e di pari dignità delle attività scambiate. I soci sono definiti “correntisti”, ma non scambiano denaro, bensì tempo e disponibilità. Lo scopo è quello di coinvolgere i cittadini in forme reciproche di scambio e aiuto, valorizzando i bisogni e le risorse di ognuno, instaurando nel contempo un sistema di rapporti di buon vicinato e di relazioni sociali. Lezioni di lingua, ricette di cucina, giardinaggio, piccole commissioni, aiuto compiti sono solo alcune delle attività scambiabili; l’elenco non è predefinito: ogni correntista può scegliere cosa “dare” e cosa “avere”.

Le Banche del Tempo costituiscono una particolare tipologia nella più vasta categoria dei Sistemi locali di scambio, sperimentati in varie forme in diverse nazioni, accomunati dal tentativo di integrare la dimensione economica con quella relazionale e sociale.

In Italia le Banche del Tempo sono presenti in quasi tutte le regioni, in varie province e città. L’Associazione Nazionale, da anni auspicata, prenderà il via in seguito al Primo Convegno Nazionale delle Banche del Tempo “Tempo da tessere”, che si svolgerà il 28 e il 29 febbraio nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. Apriranno i lavori Maria Luisa Petrucci (presidente) e Nina di Nuzzo (vicepresidente), ai quali seguiranno gli interventi dell’esperienza spagnola, di giovani laureati con tesi sulle Banche del Tempo e operatori di “sportello”.

Come si legge dallo Statuto, l’Associazione si propone in particolare di sostenere: “le banche del tempo e tutte le sperimentazioni analoghe in Italia e all’estero; gli incontri e gli scambi fra le diverse esperienze di cui al punto precedente e momenti di informazione/formazione; momenti di incontro, studi e approfondimenti delle Banche del Tempo e delle esperienze ad esse collegate; studi e approfondimenti tematici, ricerche anche in raccordo con strutture pubbliche o private, amministrazioni locali, partner istituzionali e non; la valorizzazione del tempo come strumento per la costruzione di cittadinanza attiva, scambio di saperi anche in ottica di informazione/formazione e l’agire etico e solidale; l’equità nelle relazioni di genere e le pari opportunità tra le persone; stili di vita più sostenibili e in armonia con le altre persone e con la natura”.

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