Si apre a Roma il World Social Summit

La paura rappresenta un esito per certi versi inevitabile della globalizzazione? Chi ha interesse economico, politico e mediatico, ad alimentare l’insicurezza e in che modo il linguaggio e la comunicazione diventano amplificatori delle paure? Qual’è l’attuale situazione delle realtà urbane e quali rimedi sono stati adottati per ridurne l’insicurezza? E infine: qual’è il ruolo della scienza e della tecnologia nel generare o contrastare l’insicurezza dominante? Sono solo alcune delle domande a cui cercherà di rispondere il primo World Social Summit che si svolge a Roma dal 24 al 26 settembre, per iniziativa della Fondazione Roma e realizzato in collaborazione con la Fondazione Censis.

Una scelta che nasce dalla sempre maggiore rilevanza delle paure nelle società contemporanee. Un sentimento provocato non solo dall’aumento dei rischi percepiti come minacce per gli individui – terrorismo, sicurezza personale, minacce ambientali – ma soprattutto dalla crescita dell’incertezza con cui sempre più ampie fette di popolazione mondiale sono costrette a confrontarsi.Un incontro di alto livello cui parteciperanno ricercatori e studiosi di fama internazionale come i sociologi Zigmunt Bauman e Robert Castel, l’economista americano Gary Beker e i nostrani Massimiliano Fuksas e Roberto Saviano.

Tre giorni di dibattiti durante i quali si analizzerà come il tema della paura nella società moderna attraversi ogni ambito e come le paure influiscano sul cambiamento delle nostre società. In particolare verrà presa in considerazione la metropoli come luogo, espressione della modernità, in cui si manifestano e si vivono le paure contemporanee.

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