Tetraplegica attraversa la Manica in barca a vela

Record in barca a vela per una tetraplegica. Hilary Lister, 33 anni, malata da quando era piccola, è partita da Dover, sulla costa meridionale dell’Inghilterra e ha attraversato da sola la Manica con una barca di 7,9 metri. La donna è approdata a Calais, sulla costa settentrionale francese, sei ore e tredici minuti dopo la partenza.
A bordo del suo cabinato “Malin”, un Soling di 24 piedi, Hilary ha governato la barca grazie a un sistema di scotte e bozzelli, elastici e rimandi collegati ad un sistema a pompa che le ha permesso con la sola forza del respiro di poter eseguire le manovre seguendo la rotta e “cercando il vento” con relativa facilità. Nata 33 anni fa nel Kent, la Lister, paralizzata da una distrofia degenerativa, si è brillantemente laureata in biochimica, a Cambridge. Può muovere solo gli occhi, la bocca e, con molta fatica, la testa. Tutti gli arti sono fuori uso. Ma Hilary, a dispetto del suo corpo non funzionante, dei suoi circuiti rotti, è riuscita ad andare fino in fondo. Anche a dispetto delle sfavorevoli condizioni meteo che hanno ritardato di di qualche ora la sua partenza.
E’ la prima persona affetta da tetraplegia a navigare da sola per un tratto così lungo: i 35 chilometri di mare che separano la Gran Bretagna dalla Francia. La donna, che vive a Canterbury, insieme al marito Clifford, 47 anni, si è ammalata di “mal di vela” un paio di anni fa, quando un’associazione di assistenza ai disabili l’ha iniziata a questo sport. A tal punto “boat addicted”, alcolizzata “dipendente dalla barca a vela”, da progettare un’impresa mai tentata fino ad ora da una persona tetraplegica. “Ho solo urlato fortissimo: ero veramente felice” – ha detto la Lister – mi sento benissimo e spero che la mia impresa possa far cambiare idea sulla disabilità”. La missione, oltre che simbolica, servirà a raccogliere fondi in sostegno degli sport per disabili (dai 45 ai 90mila euro, secondo gli auspici degli organizzatori).

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