Beijing 2008: le Olimpiadi verdi

Siamo arrivati alla fine delle Olimpiadi: Pechino si è dimostrata una padrona di casa brillante, dal punto di vista sportivo, organizzativo e anche ambientale. L’Italia si è posizionata al nono posto, superando la Francia, con cui ha combattuto testa a testa fino all’ultimo giorno, grazie a Cammarelle, che nel pugilato regala all’Italia l’ottavo oro. Lo spettacolo di chiusira, con un’altra cerimonia sfavillante di luci nel meraviglioso nido del National Stadium, è stato dello stesso livello artistico di quello dell’8 agosto.
Un’edizione perfetta, insomma, organizzata splendidamente e gestita con altrettanta bravura e cura dei particolari.

La Cina ha dunque centrato tutti i suoi obiettivi. In primis in ambito sportivo, dominando il medagliere (51 ori, staccatissimi gli Usa – secondi – a 36) e conquistando il proprio scontato record di medaglie (100). Ma anche sul piano organizzativo l’Olimpiade cinese è stata un’impressionante dimostrazione di forza, sfruttando una massa lavorativa praticamente sterminata, con decine di volontari a disposizione di ogni ospite, creando un contesto operativo ideale per chi ha partecipato all’evento.

Ma vittoria della Cina anche e soprattutto in ambito ambientale. Il Villaggio Olimpico è infatti diventato un modello esemplare di architettura ecosostenibile per tutta la Cina. La scorsa settimana è infatti stato assegnato a Pechino un importante riconoscimento per il design eco sostenibile del Villaggio Olimpico, il premio Leadership in Energy and Environmental Design (LEED), una certificazione equivalente alla nostra Certificazione Energetica degli edifici. Essa implica l’utilizzo di fonti rinnovabili, la riduzione dei rifiuti, il miglioramento della qualità dell’aria e dell’acqua, con una conseguente riduzione dell’impatto ambientale degli edifici.
Il villaggio olimpico è stato realizzato con caratteristiche eco sostenibili, tra cui pannelli solari, tetti verdi e un esteso sistema di riciclo delle acque piovane. Con un ottimo livello di isolamento, finestre ad alta efficienza energetica, e un sistema che recupera e riutilizza la pioggia per riscaldamento e raffreddamento, questi edifici sono il 50% più efficienti energeticamente rispetto alla maggior parte degli edifici di Pechino.
I tetti verdi inoltre costituiscono più del 60% delle superfici dei palazzi e il 95% dei parcheggi è costruita sotto terra. In questo modo viene liberato spazio per una superficie verde all’aperto e per una rete di piste ciclabili e pedonali.

Al termine delle Olimpiadi il villaggio olimpico verrà convertito in appartamenti di lusso all’inizio del 2009. L’80% degli appartamenti è già stato venduto.

Le Olimpiadi hanno portato quindi aria di cambiamenti, e la Pechino conosciuta come città grigia, oppressa dall’inquinamento, culla di una società spietata in cui conta fare soldi e vincere la concorrenza, si è trasformata in realtà positiva, gioiosa, aperta al mondo. Un modello esemplare per il futuro sviluppo della Cina ma anche per il mondo intero.

Certo, le Olimpiadi non cancellano le questioni dei diritti umani, della libertà di espressione, del lavoro minorile. Auguriamoci che il mondo non smetta di parlarne anche dopo la cerimonia di chiusura dei giochi.

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