Viaggiatori Ue a tutela allargata

Quando si va in Paesi lontani può capitare di ritrovarsi in situazioni d’emergenza in cui l’unico aiuto potrebbe essere dato da una rappresentanza del proprio Paese. Ma l’Italia, come gli altri membri dell’Unione europea non ha ambasciate o consolati in ogni nazione del mondo. Ebbene, si sappia che in questi casi è prevista anche una protezione a livello europeo. L’articolo 20 del Trattato istitutivo della Comunità europea stabilisce infatti che in assenza di una sede diplomatica della propria nazione, ogni cittadino Ue ha diritto di godere della tutela da parte delle autorità di qualunque altro Stato Ue rappresentato in quel Paese.

La prima cosa da controllare prima di partire per un viaggio quindi – che si espatri per vacanza, per studio, per lavoro, per scopi umanitari o per altri motivi – è che ci sia un’ambasciata o un consolato italiano nel posto in cui si è diretti. L’elenco completo si trova all’indirizzo internet www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Rappresentanze. Da questa ricerca potrebbe risultare che nella meta prescelta – ad esempio in Madagascar – l’Italia non è presente a livello istituzionale in modo permanente e accessibile e quindi, come previsto dalla decisione 95/553/CE, non è in grado di fornire aiuto.

Del resto, fuori dall’Unione europea soltanto tre Paesi ospitano almeno una rappresentanza per ognuno dei 27 Stati membri: la Repubblica popolare cinese, la Federazione russa e gli Stati Uniti. In 18 Paesi, inoltre, non è rappresentato alcuno Stato europeo e in altri 17 ne è presente solo uno.

I cittadini Ue che ogni anno viaggiano fuori dall’Unione sono circa 80 milioni e tra i 30 e i 50 milioni vivono in Paesi extracomunitari (dati Eurostat). Inoltre si stima che circa sette milioni ogni anno vadano in Paesi in cui il proprio Stato non ha una rappresentanza diplomatica né consolare.
Proprio per porre rimedio a questa situazione l’Unione europea ha previsto la protezione consolare. In altre parole, in casi particolarmente gravi si ha diritto a essere tutelati dal consolato o dall’ambasciata di un qualunque altro Paese europeo qualora il proprio non sia rappresentato (in Madagascar, ad esempio, ci si può rivolgere alle autorità francesi). Per questo motivo è importante partire con una lista di ambasciate e consolati europei presenti nel Paese extra-Ue di destinazione, qualora l’Italia non vi ha una rappresentanza permanente.
Questo elenco potrà essere consultato sul sito www.travel-voyage.consilium.europa.eu, non appena diventerà operativo.

Ma in sintesi chi può richiedere la protezione consolare? Ebbene può farlo chi dovesse essere arrestato in uno di questo Stati, oppure l’eventuale vittima di una violenza, di un furto, di un grave incidente o, ancora, chi si trovasse ad aver bisogno di un rimpatrio o di assistenza urgente. I casi possono essere i più diversi: chi perde il passaporto dovrà necessariamente andare in una rappresentanza, così come è bene che lo faccia chi si trova ad affrontare situazioni di crisi come catastrofi naturali, atti di terrorismo, epidemie o conflitti militari. Non esiste un elenco completo al riguardo visto che, come precisa il Libro verde della Commissione Ue su questo argomento, «sempreché siano competenti, le rappresentanze diplomatiche o consolari degli Stati membri possono venire in aiuto anche in altri casi al cittadino dell’Unione che lo richieda».

Il tipo di tutela che si riceve può consistere, ad esempio, nel rilascio di un documento di viaggio provvisorio che sostituisce il passaporto o nell’assistenza necessaria per il rimpatrio.
Le autorità possono anche dare informazioni ai familiari sulle condizioni del viaggiatore in difficoltà. Per beneficiare di questi aiuti da un altro Paese, l’Italia non deve però essere presente né con un consolato né con un’ambasciata.
La protezione consolare offerta da un Paese europeo diverso dal proprio trova le sue basi giuridiche in due decisioni, la 95/553/CE, che contiene un elenco di possibili interventi degli Stati membri, e la 96/409/PESC, che prevede la possibilità di chiedere un documento d’urgenza in seguito allo smarrimento del passaporto. In caso di rifiuto di protezione dalle autorità di altri Stati membri è bene informare la Commissione europea inviando una lettera, anche in lingua italiana, a Rue de la Loi 200, Bruxelles, 1046. Nella missiva è importante descrivere con precisione i fatti ed è consigliabile avere qualche prova, come potrebbe essere il rifiuto opposto dal consolato o dall’ambasciata con un documento ufficiale.

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