Indigeni e foreste protette con il GPS

By 9 Giugno 2010 Ambiente

Sono finiti  i tempi in cui le popolazioni indigene venivano facilmente raggirate e depredate dei loro averi: ora a venire in aiuto degli abitanti della foresta è la tecnologia, con un sistema di GPS che servirà a tracciare i confini dei loro territori, delicatissimi ecosistemi, da sempre minacciati dalla deforestazione e dagli interessi di governi e multinazionali.

L’esempio viene dalla popolazione pigmea della Repubblica Democratica del Congo, che abita da millenni nella foresta pluviale del centro Africa. Coadiuvati da Réseau ressources naturelles e Rainforest Foundation UK, hanno imparato ad utilizzare dispositivi GPS per mappare e proteggere le loro terre, habitat naturale di quest’etnia e fonte del loro sostentamento. 

Sono moltissime le persone native del luogo, circa 660, ad essere state istruite a riguardo che, nei prossimi mesi, visiteranno oltre 100 villaggi, tracciando i confini di ruscelli, monti, terre ricche di alberi, creando mappe digitali per affermare il diritto a vivere nel loro territorio. Un’iniziativa forte, dunque, che nasce dall’intento di proteggere la foresta pluviale del Congo che è, per estensione, la seconda al mondo dopo quella amazzonica, utilizzando metodi che creino partecipazione e coinvolgimento con le popolazioni locali: il tutto per dire stop ai processi di depauperamento che hanno interessato queste zone,  anche a causa delle  recenti guerre civili che hanno interessato il Congo, con un fortissimo impatto sul modo di vivere delle popolazioni locali, e di fortissimi interessi industriali.   

Rainforest Foundation nasce in Inghilterra nel 1989, ad opera di Sting e della moglie Trudie Styler. La difesa delle foreste pluviali, casa per migliaia di esseri umani, oltre ad essere veri e propri polmoni verdi per il nostro pianeta è la mission di questa fondazione no profit, che ha sede a New York. Nata nell’agosto del 2002, Réseau ressources naturelles opera, invece, specificatamente nel territorio della Repubblica Democratica del Congo e riunisce più di 300 associazioni locali e ONG che lottano per la conservazione delle risorse naturali e dell’habitat delle etnie del luogo.

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