Rinnovabili: meno burocrazia e più risparmio

By 3 Dicembre 2010 Ambiente, Consumi

Bollette più leggere, meno burocrazia, maggior energia dalle fonti rinnovabili, e, dato non meno importante, maggiore tutela per l’ambiente: il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legislativo per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica che dovrebbe facilitarci la vita.Il decreto recepisce e dà attuazione alla direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo, il cui fine è il raggiungimento di un ambizioso traguardo: entro il 2020, nell’Unione Europea, l’energia da fonti rinnovabili dovrà essere pari al 20% del consumo energetico finale lordo. Il Decreto recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri rende concrete, quindi, le indicazioni date da questa direttiva europea, proponendo alcuni importanti sistemi di incentivazione, come quello previsto per l’immissione nella rete del biometano, un gas non derivante da fonti fossili e prodotto in specifici impianti partendo da materiali eterogenei, come liquami o letame. Il biometano può essere trasportato nelle case dei consumatori utilizzando la medesima rete del gas naturale.

Sarà possibile ottenere fondi anche per lo sviluppo ed il potenziamento delle reti di teleriscaldamento o teleraffreddamento, che consentono una maggiore efficienza energetica e costi spesso minori per l’utilizzatore finale. Incentivi sono previsti anche per la produzione di energia termica da piccoli impianti: a partire dal 2013, infatti, agli impianti fino a 5 MW si applicherà un meccanismo a tariffa fissa.  Previsti anche contributi per la produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili. Infine, anche tecnologia ed industria godranno di apposite agevolazioni.

Anche la burocrazia legata al processo di realizzazione degli impianti alimentati dalle fonti rinnovabili diminuirà: è previsto, infatti, un costo minore dei cosiddetti oneri “indiretti”, come quelli per l’autorizzazione o per l’esercizio, per esempio. Di conseguenza, anche gli oneri finali a carico del consumatore dovrebbero subire una battuta d’arresto.

Un fine nobile, quindi, come la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema avrà anche positive ricadute di tipo economico sulle tasche dei consumatori.

Il decreto, proposto dal Ministro per le Politiche Europee, ha messo d’accordo anche i colleghi dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente, dell’Economia e delle Politiche Agricole. L’iter legislativo prevede ora che sia trasmesso alle commissioni parlamentari competenti in materia e alla Conferenza unificata, per poi tornare, per l’approvazione definitiva, al CdM.

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