Tibet, con Pechino 'incontro positivo'

By 6 Maggio 2008 Marzo 5th, 2017 Attualità

Giudizio cautamente positivo del governo tibetano in esilio sull’andamento dei colloqui tra inviati del Dalai Lama e rappresentanti del governo di Pechino. “Non ci aspettavamo molto dai colloqui e sulla base delle nostre aspettative il dialogo si è svolto in modo positivo”, ha dichiarato Samdhong Rinpoche, primo ministro del governo in esilio, raggiunto telefonicamente a Dharamsala, in India, dove risiede anche l’autorità spirituale tibetana, il Dalai Lama.

Anche se i colloqui non hanno consentito di produrre una svolta, il dialogo è proseguito in modo soddisfacente, in una “buona atmosfera”, in cui le parti si sono comunicate le rispettive posizioni, ha aggiunto Rinpoche.

I due inviati del leader spirituale tibetano, Lodi Gyaltsen Gyarl e Kelsang Gyaltsen, hanno incontrato ieri i funzionari cinesi nella città meridionale di Shenzhen. I colloqui si sono conclusi dopo poche ore e dovrebbero essere seguiti da nuovi incontri, di cui non si conoscono ancora le date.

“Non ci sono alternative se non far proseguire il dialogo per risolvere la questione del Tibet”, ha commentato il portavoce del governo in esilio, Thubten Samphel. “Consultazioni costanti sono vitali, tanto nell’interesse della Cina, quanto del popolo tibetano ed è molto positivo che Pechino abbia concordato su un altro incontro”.

Proseguono, però, i duri attacchi anti-Dalai Lama da parte dei media cinesi. Il leader spirituale viene accusato oggi di aver commesso “mostruosi crimini”: la “cricca del Dalai” mira a “confondere l’opinione pubblica ed incitare all’odio etnico” come parte di un piano volto a dividere la Cina, si legge in un commento pubblicato dal ‘Quotidiano del Tibet’.

Quanto ai colloqui tra le parti, il quotidiano ‘China Daily’ riferisce quanto avvenuto in questi termini: i funzionari cinesi hanno “pazientemente risposto alle domande formulate dai due rappresentanti” del Dalai Lama e “scambiato punti di vista con loro su futuri contatti e consultazioni”. Il Partito Comunista cinese, hanno proseguito, auspica che il Dalai Lama ed i suoi sostenitori “creino le condizioni per il prossimo round di contatti e consultazioni” adottando “azioni credibili volte a porre fine alle attività destinate a creare una divisione in Cina, ai complotti, all’incitazione alla violenza e alle azioni volte ad ostacolare e sabotare i Giochi Olimpici”.

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