Georgia, Sarkozy ottiene da Medvedev impegni su ritiro

By 9 Settembre 2008 Marzo 5th, 2017 Attualità

La Russia si è impegnata a togliere “entro una settimana” i posti di blocco dal porto strategico di Poti e dalla città di Sinaki, ed a effettuare entro un mese “il ritiro completo delle forze militari dal territorio georgiano”. Fatta eccezione “per l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia”. In cambio, però, sulle due regioni verranno avviate “discussioni internazionali” il 15 ottobre a Ginevra, sotto l’egida dell’Unione europea. Sono questi i punti principali annunciati dal presidente dell’Ue della Francia, Nicolas Sarkozy, e dal suo collega russo Dmitri Medvedev, dopo un colloquio di oltre tre ore nei pressi della capitale russa. E’ stata fissata la data di arrivo di “almeno 200” osservatori Ue, che si aggiungeranno a quelli di Osce e Onu: saranno sul posto “entro il 1 ottobre”.

“Ringrazio la parte russa per aver accettato di stabilire delle scadenze” ha dichiarato il capo dell’Eliseo, il quale si è presentato con una lettera in cui il presidente georgiano Mikhail Saakashvili si impegna al non uso della forza, soddisfando una delle richieste principali della Russia per effettuare il ritiro dalla Georgia. Sarkozy ha lasciato intendere che se dopo il ‘chiarimento’ odierno sul piano di pace in sei punti – già siglato con Medvedev il 12 agosto scorso – il Cremlino manterrà fede agli impegni, “non c’è motivo per cui le riunioni tra Russia e Russia che sono state rinviate nel mese di settembre non riprendano da ottobre”.

La conferenza stampa dei due presidenti rasserena quindi il clima dopo l’annuncio bellicoso del ministero degli Esteri russo, che si era dichiarato contrario all’arrivo di una missione Ue in Georgia perché “porterebbe a un’eccessiva frammentazione dello sforzo di monitoraggio internazionale, oggi condotto dalle Nazioni unite e dall’Osce”.

Sarkozy ha spiegato che gli osservatori Osce e Onu, già presenti sul posto, dovrebbero arrivare “al di là dei limiti amministrativi di Abkhazia e Ossezia del sud”, mentre è rimasto vago sul dispiegamento geografico della missione Ue, il cui mandato sarà definito domani a Bruxelles in una riunione tecnica degli ambasciatori dei Ventisette.

I presidenti russo e francese, tuttavia, non hanno nascosto le loro divergenze sul riconoscimento dell’indipendenza di Ossezia del sud e Abkhazia da parte di Mosca. “L’Unione europea condanna questa decisione unilaterale”, ha ribadito Sarkozy, mentre Medvedev l’ha definita “irreversibile”. Dopo il colloquio il capo dell’Eliseo, accompagnato da Solana e dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, è ripartito alla volta di Tbilisi per illustrare i punti concordati con Medvedev al presidente georgiano Saakashvili.

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