Anche la Siria pronta al dialogo

By 18 Marzo 2009 Marzo 5th, 2017 Attualità

In un’intervista in esclusiva concessa al quotidiano italiano “La Repubblica”, il Presidente siriano Bashir al-Assad si è detto disposto a concedere delle aperture sostanziali agli Stati Uniti e anche allo Stato di Israele, nonostante in quest’ultimo abbia appena preso il potere il “falco” Benjamin Netanyahu, leader del partito di destra Likud. Assad si è detto pronto a prendere anche il ruolo di mediatore tra il mondo occidentale e la Repubblica Islamica dell’Iran, da anni vicina alla Siria per contiguità politiche e strategiche. Secondo il Presidente siriano, a facilitare un riavvicinamento tra Damasco e la Comunità Internazionale potrebbe essere il nuovo Presidente statunitense Barack Obama.

Già la settimana scorsa una delegazione diplomatica statunitense si è recata in visita ufficiale a Damasco per intrattenere dei colloqui con le autorità siriane circa una possibile ripresa del dialogo tra la Siria e Israele, così come con il resto del mondo occidentale. La posta in gioco, per quanto riguarda le trattative con lo Stato ebraico, sarebbe costituita dalle Alture del Golan, precedentemente amministrate dalla Siria, ma annesse ufficialmente da Israele nel 1982. Da quest’area prende origine il Lago di Tiberiade, fonte idrica preziosissima per entrambi i Paesi, attualmente sfruttata da Israele, ma che Damasco vorrebbe indietro.

Assad ha richiamato nuovamente all’imprescindibile ruolo della Turchia come attore in grado di poter mediare le controversie regionali, in virtù del suo rapporto privilegiato con gli Stati Uniti e Israele da un lato e i Paesi del mondo arabo-musulmano dall’altro. La normalizzazione dei rapporti tra Washington e Damasco, auspicata nell’intervista, potrebbe anche essere vista come un’arma tattica per equilibrare le forze in campo, vista la posizione dell’attuale governo israeliano, in linea di massima contro qualsiasi concessione alla Siria, così come ai Palestinesi. Portare Obama più vicino alla Siria, nell’ottica di Assad, potrebbe dunque costituire un elemento in grado di contro-bilanciare le politiche oltranziste della destra israeliana, dati gli stretti rapporti tra Washington e Gerusalemme.

Le aperture siriane si collocano in un più ampio quadro di nuove speranze di stabilizzazione per la regione mediorientale, che ha avuto inizio con l’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca. Dopo che, già durante l’amministrazione Bush, gli USA avevano disteso i rapporti con la Libia di Gheddafi e, più recentemente, anche Teheran aveva lanciato dei timidi messaggi di dialogo a Washington, anche la Siria sembra aver abbandonato la retorica anti-occidentale. In attesa di risposte concrete e della prova dei fatti.

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