L'economia reale cresce nei campi, grazie all'agricoltura Made in Italy

By 24 Luglio 2012 Economia, lavoro

Nel 2012, l’agricoltura italiana è l’unico settore capace di far crescere l’economia reale, con un aumento del Pil dello 0,4%, sul piano tendenziale nel primo trimestre dell’anno, e un incremento delle assunzioni del 6,7%, sempre nei primi tre mesi del 2012, in netta controtendenza rispetto agli altri settori, a partire dall’industria. E’ quanto afferma, attraverso un comunicato stampa, il presidente della Coldiretti, Sergio Marini.

L’agricoltura – sottolinea la Coldiretti nel recente comunicato stampa – si conferma settore anticiclico, come dimostra anche l’aumento del 6% fatto registrare dall’export agroalimentare italiano, sempre nel primo trimestre del 2012.

“Nel grande mare della globalizzazione ci salveremo solo ancorandoci a quei prodotti, quei manufatti, quelle modalità di produzione  che sono espressione diretta dell’identità italiana, dei suoi territori, delle sue risorse umane” sottolinea il presidente della Coldiretti, Marini.

L’agroalimentare italiano è un riferimento per individuare strategie di sviluppo per l’intero Paese: il modello agricolo italiano è, infatti, vincente nel mondo, dove ha conquistato primati nella qualità, tipicità e salubrità delle produzioni, ma anche nel valore aggiunto per ettaro di terreno (ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall’agricoltura italiana è praticamente il doppio di quella di Germania, Francia e Spagna e il triplo di quella inglese – secondo un’analisi di Coldiretti).

“Leadership per i prodotti tipici, record di longevità grazie alla dieta mediterranea, top di presenze per il turismo enogastronomico, i sistemi di controllo più efficaci del mondo per garantire la salubrità dei prodotti: sono alcuni dei primati del Made in Italy agroalimentare. Un settore che rappresenta il 15%del Pil nazionale, con un valore complessivo di 250 miliardi di euro”.

“Siamo convinti”, conclude Marini, “che il nostro Paese possa ritrovare una via sostenibile di sviluppo e competitività sui mercati locali e globali  solo se saprà ripartire dai territori, in primo luogo dal loro patrimonio ambientale e culturale, e dalla creatività delle sue piccole e medie imprese che insieme rendono distintivo il marchio Italia”.

In Italia, ricorda infine Coldiretti, il 16%delle imprese attive si occupa di agricoltura: una realtà che conta 900.000 aziende, che occupano l’83,5% del territorio nazionale.

 

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