Alimentare: il settore regge alla crisi e crea occupazione

By 3 Ottobre 2012 Economia, Lavoro

Trend in crescita e nuove assunzioni nel settore alimentare italiano: lo rivela uno studio di  Federalimentazione-Format Research, secondo cui 7 aziende su 10 si preparano ad assumere, in tempi brevissimi, nuovo personale.

In tempi di crisi, i punti di forza sono da cercare nella tradizione e quale tradizione, in Italia, è più consolidata di quella culinaria? Il Bel Paese, che si  è sempre distinto per la qualità e la varietà dei suoi prodotti alimentari mostra nel settore una vitalità che va ben al di là della capacità di tenuta.

La crisi, nell’industria alimentare italiana c’è stata (inutile negarlo), ma dopo due anni di trend negativo, il settore mostra una capacità di crescita che va al di là delle previsioni più ottimistiche.

Le cifre parlano chiaro: secondo lo studio presentato da Federalimentare-Format Research al Forum dei Giovani Imprenditori di Federalimentare svoltosi a Roma, il 70,01% delle aziende alimentari sarebbe pronto a nuove assunzioni per il 2013-2014. E i dati sono ancora più incoraggianti se si tiene conto dell’ampia fetta di aziende alimentari che operano all’estero: un settore in cui la percentuale di industrie pronte ad assumere sale al 75%.

Nel difficile, ma tutto sommato rapido percorso di ripresa del settore, il 2012 ha fatto da svolta: l’anno non è iniziato certo sotto i migliori auspici e i primi mesi hanno evidenziato una sostanziale stazionarietà produttiva.

Ma il giro di boa ha avuto luogo nei mesi estivi: da luglio a settembre, il peso totale del settore alimentare sulla produzione industriale italiana complessiva fa un significativo balzo in avanti, passando dal 10 al 20%. Potenziamento della produttività, quindi, che prepara il terreno per l’incremento di assunzioni promesso per il 2013.

Ma quali saranno le figure professionali più richieste nel settore? Anche in questo senso è evidente come la crescita dell’alimentare sia all’insegna non solo della ripresa, ma anche dell’innovazione.

Accanto a profili professionali tradizionali e sempre attuali come esperti di marketing e tecnici della qualità, si prospetta l’emergere di figure nuove sul mercato occupazionale italiano, come l’analista del gusto e, soprattutto, il manager della sostenibilità: profilo innovativo che, cavalcando l’onda del cambiamento, si presenta sempre più come una delle future teste di punta dell’industria italiana in generale.

 

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