Regolamento Ue per telefonia mobile: in tre anni addio al roaming

Un regolamento Ue tratta le tariffe internet e mobile. Obiettivo: arrivare all’annullamento del roaming e a tariffe uguali in tutta l’Unione.

Per trovare la giusta offerta per telefonia mobile e fissa è necessario valutare le migliori opportunità del mercato e selezionarle tenendo conto anche delle nostre esigenze personali. Per comprendere quale sia la soluzione ottimale possiamo confrontare le tariffe di telefonia Tiscali con quelle Telecom Italia e Fastweb così da individuare velocemente l’opzione più in linea con i nostri consumi abituali.

Già a partire dalla prossima estate comunicare in Europa con il proprio cellulare costerà molto meno. Questo sarà possibile grazie al nuovo regolamento Ue sull’Eurotariffa approvato qualche giorno fa. Nello specifico, da luglio 2014 ricevere telefonate o messaggi costerà tanto quanto in Italia con le tariffe Tiscali, Wind, Tre e altre, mentre da luglio 2016 si potrà dire finalmente addio al roaming sulle chiamate in uscita.

Fastweb, Vodafone e tutti gli altri operatori mobili possono quindi guardare al futuro con grande positività. L’obiettivo del provvedimento comunitario è infatti quello di far sì che nel settore delle telecomunicazioni ci siano delle regole comuni. L’eliminazione del sovrapprezzo del roaming comporterà, però, perdite per sei miliardi di euro, ma il commissario dell’Ue che ha firmato il pacchetto novità, Neelie Kroes, ha sottolineato che eliminando le differenze tariffarie tra i Paesi europei l’economia subirà uno slancio.

Inoltre, gli utenti potranno decidere di fare il decoupling per ottenere tariffe roaming più vantaggiose, ovvero potranno utilizzare la propria sim anche se scelgono i servizi offerti da un altro operatore estero.

Ci sarà anche una licenza unica europea grazie alla quale gli operatori potranno garantire servizi in tutti i Paesi dell’Ue e la Commissione potrà scegliere di uniformare le regole di settore a livello europeo, oltre che far richiesta alle Authority di eliminare alcuni rimedi regolatori, nel caso in cui non coincidessero con le regole presenti in altri Paesi.

Per quanto riguarda, invece, internet, la normativa obbliga, di fatto, gli operatori ad essere più trasparenti circa la qualità del servizio e a limitare la durata dei contratti a 24 mesi (e non più a 30 come avviene ora per la telefonia mobile). In generale, inoltre, l’operatore deve garantire una durata non superiore a dodici mesi per le offerte e permettere il mantenimento delle mail per due anni, dopo che è stato cambiato l’operatore.

Infine, gli operatori potranno accordarsi con i fornitori di contenuti e servizi per migliorare l’offerta destinata alla clientela finale. “Dobbiamo adottare una proposta che ci permetta di arrivare a un mercato unico delle telecomunicazioni” ha dichiarato Manuel Barroso fiducioso nelle novità introdotte dalla Commissione europea di cui peraltro è a capo.

 

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