La ricerca del lavoro è sempre più social. Ecco come fare

By 31 Luglio 2014 Economia, lavoro

Secondo la ricerca “Dalla scuola al lavoro, attraverso i social”, promossa da Fondazione Randstad Italia un giovane under 30 su quattro (riferimenti del campione intervistato di 700 persone) ottiene un colloquio o trova lavoro grazie a Facebook e Linkedin. Le agenzie per il lavoro conservano un ruolo da protagonisti, ma in Italia chi ha meno di 30 anni e vuole lavorare si rivolge al web, consultando i siti dedicati alla domanda e all’offerta di lavoro, i siti aziendali e – ultimi ma non ultimi – i social network.  Linkedin è il primo per gradimento ed efficacia mentre Facebook rimane favorito per creazione di pagine e i profili aziendali, che le imprese curano e aggiornano dedicandovi sempre più tempo e risorse (non solo economiche). E a quanto pare proporsi per le posizioni in linea con il proprio profilo non è una perdita di tempo, dal momento che 1 volta su 4 le candidature ottengono risposta.

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E se cercare lavoro sui social funziona, bisogna solo saperlo fare. Chi utilizza i social network per cercare lavoro (il 47,2% del campione) li ritiene canali efficaci nel 52,4% dei casi. Ma non basta connettersi per riuscire a trovare quel che si desidera. Vanno monitorate soprattutto le pagine e i profili aziendali (84,5%), più che i gruppi (42,2%) o gli spazi di discussione su temi e competenze vicine alla propria formazione (28,3%). Una volta individuati i contesti e gli annunci giusti, inviare la propria candidatura può dare soddisfazione. Oltre a chi (il 63,3% del campione) si è semplicemente proposto per una offerta di lavoro non avendo ancora avuto riscontri, c’è chi grazie ai social è stato contattato per dei colloqui (26,6%), ha trovato uno stage (4%), ha potuto accedere ad uno stage che poi è proseguito (1,6%) oppure ha trovato direttamente lavoro (4,4%).

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Ma chi sono i candidati “social”? Linkedin è frequentato soprattutto da donne (54,2%) anche se in misura minore rispetto agli altri social, ed attrae persone con un profilo formativo più alto. Lo utilizza soprattutto, infatti, chi è in possesso di una laurea di secondo livello (51,5%). Chi si candida attraverso Linkedin ottiene riscontri (appuntamenti per colloqui, stage, stage con un seguito, inserimenti diretti) con una frequenza maggiore (31,6%) rispetto a Facebook (22,4%) e Twitter (0%). Facebook è ritenuto efficace dai diplomati (38,6%) in misura molto maggiore rispetto agli altri canali (Linkedin 5,5%; Twitter 14,3%) ed è il social con la percentuale più alta di candidati che, dopo aver risposto ad un annuncio, hanno ottenuto subito un inserimento (il 6,6%, contro il 2,7% su Linkedin e lo 0% su Twitter). Twitter è frequentato soprattutto da uomini (57,1%) in possesso di una laurea di primo livello (71,4%).

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