Riscatto laurea: agevolazioni per i giovani

By 15 Gennaio 2008 Lavoro

La nuova riforma delle pensioni, operativa dal 1° gennaio di quest’anno, presenta forti vantaggi per i giovani. Infatti cambiano le regole relative al riscatto della laurea, cioè la possibilità di far valere gli anni di studio ai fini pensionistici. Si è infatti stabilito che gli anni passati all’università diventano utili nel calcolo della pensione di anzianità: in pratica, col riscatto si potrà andare in pensione prima, mentre precedentemente la laurea aveva effetto non sul diritto a conseguire la pensione, ma solo ai fini dell’incremento dell’entità della stessa.

Altro vantaggio è dato dalla possibilità di effettuare il riscatto anche se non si ha un posto di lavoro. In questo caso, non essendoci una retribuzione o reddito da utilizzare come base per il calcolo dell’onere da versare, si dovrà pagare per ogni anno il 33% del reddito imponibile dei lavoratori autonomi (per ogni anno di studio l’ammontare è di 4.500 euro circa). Con 5 anni si spenderanno circa 23.000 euro mentre per una laurea breve di tre anni 13.500 circa. Ai fini fiscali, visto che il “nostro” giovane laureato non ha reddito imponibile Irpef, l’onere del riscatto potrà essere detratto dall’imposta dovuta dal genitore che lo ha a carico nella misura del 19%. Invece, nel caso in cui l’interessato abbia un reddito, i contributi potranno essere interamente dedotti dal suo reddito. Infatti per chi lavora l’aliquota del 33% si calcola sulla retribuzione lorda dell’ultimo anno di attività.

Ulteriore vantaggio è dato dalla possibilità di rateizzazione dei contributi in dieci anni (finora solo 5), senza applicazione degli interessi legali. Ai vantaggi suddetti si aggiunge un’altra misura, ossia la possibilità di totalizzazione più ampia. La totalizzazione consente ai lavoratori che hanno svolto attività diverse e sono stati iscritti a più gestioni pensionistiche di ottenere un’unica pensione sommando i diversi periodi contributivi. Tale possibilità, a decorrere dal 1° gennaio, scatta anche in presenza di un periodo assicurativo pari a tre anni, anziché i 6 anni minimo previsti in precedenza.

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