Dalla Sardegna a Los Angeles con una valigia piena di sogni

By 22 Agosto 2013 Magazine, Storie

La commedia americana parla italiano: uno dei più corteggiati registi di fiction di Los Angeles è, infatti, un nostro giovane connazionale e si chiama Sebastiano Olla. Regista ventisettenne nato a Cagliari e vissuto a Roma fino a tre anni fa, Sebastiano ha stupito in positivo gli addetti ai lavori della “Mecca del cinema” e viene indicato come il nuovo talento delle sit-com targate USA.

Il nuovo talento sta spopolando negli USA con “It’s temporary”, una serie che racconta le avventure di un gruppetto di ragazzi provenienti da varie parti del mondo e che si ritrovano a vivere Los Angeles con la speranza di sfondare e ottenere un posto al sole. E, mentre sognano il successo, nel frattempo fanno lavoretti saltuari per mantenersi dandosi un gran da fare per migliorare le cose.

Per molti aspetti, le avventure dei protagonisti della sit-com ripercorrono le tappe della storia di Sebastiano, che lo hanno portato dalla sua amata Sardegna alla “città degli angeli”. Ed è proprio dalla sua esperienza personale che nasce l’idea vincente della sit-com: “Siamo tutti precari? E io ci faccio un film!”. Perché, se lo stato di precarietà (“it’s temporary”, appunto) è una fase della vita dei giovani alla quale nessuno può sottrarsi, neppure a Los Angeles, allora tanto vale prenderla con leggerezza e riderci su.

“Sono nato a Cagliari. Mi sono trasferito a Roma da bambino, ma sono sempre rimasto molto legato alla Sardegna. Ad Alghero, dove ho trascorso molte estati, sull’antica muraglia dell’ospedale, c’è ancora un piccolissima vecchia casa di famiglia”, racconta Sebastiano. “Sin da quando ero piccolo i film per me sono sempre stati quasi un’ossessione. I miei genitori mi hanno sempre portato al cinema, senza mai avere nessuna restrizione. Una delle prime cose che ho imparato è stata registrare i film dalla TV col registratore VHS dei miei genitori. Dopo averli registrati li riguardavo centinaia di volte. I film e i video in generale hanno sempre avuto per me qualcosa di magico, qualcosa che mi ha intrigato così tanto da convincermi a seguire una carriera nel mondo del cinema. Poi, piano piano, ho cominciato ad interessarmi della cultura americana e, a liceo finito, la decisione era già presa: “Finisco gli studi e vado in America”.

E così, decide di partire per la California con una valigia piena di sogni e frequenta un master della “New York Film Accademy” presso la sede di Los Angeles. Uno dei cortometraggi girati alla NYFA – la sua tesi di laurea dal titolo “How I became the devil” – vince il prestigioso “Audience Award al FauxFilm Festival di Portland. E poi arriva la serie “It’s temporary” che trasforma una situazione potenzialmente negativa come la precarietà in un storia positiva.

“La precarietà”, continua,“è un problema che riguarda ormai tutto il mondo, Los Angeles non è esclusa. Non mi sento di dire che il sogno americano non si può più inseguire perché, anche se è vero che trovare un posto fisso è ormai un impresa miracolosa, qui a Los Angeles si può sempre tentare la carriera da libero professionista. Certo è difficile, con orari impossibili e, molto spesso, bisogna accettare una paga minima, ma intanto si fa esperienza, si espande il curriculum, si creano contatti e soprattutto si porta il pane a casa”.

La fiction racconta, con molta autoironia, la vita instabile e caotica di sei personaggi in cerca di successo, con una vivacità e una freschezza tali da essere stata paragonata alla mitica serie “Friends”. Ma, a differenza di quest’ultima, si tratta di una “web series”, cioè scritta e girata appositamente per la rete (e non per il piccolo schermo) e da guardare e condividere grazie alle piattaforme online, ad esempio YouTube.

“Creare una web series”, spiega Sebastiano, “è più o meno come creare una serie di cortometraggi. Il bello delle web series è la libertà di poter seguire, o non seguire, qualsiasi struttura senza restrizioni: può tranquillamente essere sperimentale, strana, senza senso ed avere episodi di diversa durata, cosa che un serial normale non può neanche sognare”. Il fenomeno delle web-comedy è in crescita costante, sia per motivi di budget (sono produzioni low-budget e per i filmaker è un ottimo modo per cominciare a lavorare) sia narrativi, perché permette ai registi di avere una libertà creativa impensabile per una fiction tradizionale.

“It’s temporary” nasce da un’idea di Sebastiano e di due colleghe attrici e Olla è sia regista, sia coautore della sceneggiatura. Il tono è volutamente quello della commedia, perché l’espressione “temporary” a Los Angeles significa che la situazione è sì precaria, ma non lo sarà in eterno. Il titolo tradotto in italiano diventa “È precario”, solo che precario nella nostra lingua ha ormai un suono da condanna perpetua, tipo “niente è più stabile del provvisorio”. Sulla costa ovest degli Stati Uniti, invece, provvisorio significa qualcosa che non può e non deve durare così com’è”.

“L’America in questo momento è in crisi, crisi che include anche il mondo del cinema, tanto da avere attori, registi, fotografi e qualsiasi altro libero professionista pronto ad accettare qualsiasi paga su qualsiasi progetto, con la speranza che il cibo sia incluso nel contratto. Il tutto nella serie viene trasformato in una commedia scoppiettante sorretta da attori di solido mestiere come Anthony Montes e l’esilarante Valerie Hobbard. Lavorare con attori già noti e di grande esperienza inizialmente è stato molto terrorizzante, ma alla fine siamo tutti professionisti con lo stesso obbiettivo, creare un prodotto di qualità. Devo ammettere che ho imparato molto da loro e sono definitivamente cresciuto come filmmaker”.

Ma Sebastiano non ha alcuna intenzione di cullarsi sugli allori ed è già proiettato nel futuro: “In un futuro, possibilmente non lontano, vorrei girare un lungometraggio a basso costo che sto attualmente scrivendo. Lungometraggio che vorrei mi aprisse le porte di grandi case di produzione. Ma il vero sogno nel cassetto è quello di passare da web series a stagioni più lunghe e, da queste, a show televisivi. Nel frattempo, restando con i piedi per terra, di “It’s Temporary” si sta già parlando di una seconda stagione per il prossimo anno e sono in fase di post produzione per una nuova serie sul web”.

E l’amata Sardegna? “Vorrei tornare indietro come regista in cerca di qualche location spettacolare (tipo la muraglia di Alghero) per girare il mio prossimo film”.  

Leave a Reply