Leucemico e malato di AIDS guarisce con trapianto

By 13 Novembre 2008 Benessere

Una pietra miliare è stata posata nella lotta contro l’AIDS. Guarire dall’AIDS è possibile. Ce lo dimostra il sorprendente caso di un paziente americano affetto oltre che dal terribile morbo anche da leucemia. E’ stata proprio questa malattia del sangue a convincere l’ematologo Gero Hutter della necessità del trapianto di midollo che ha risolto molti dei problemi di un americano di 42 anni. Da più di 600 giorni infatti, non ci sono segni del virus nel suo sangue nonostante l’americano abbia smesso di assumere medicinali contro l’HIV.

Il trapianto è stato fatto scegliendo fra gli 80 donatori compatibili un uomo con una particolare mutazione genetica, presente in Europa nell’1% della popolazione e completamente assente in Africa, che rende immuni da qualsiasi ceppo di HIV. Questa mutazione non permette al virus di penetrare all’interno delle cellule, infatti impedisce ad una molecola chiamata CCR5 di apparire sulla membrana esterna.

E’ proprio questa molecola la “chiave” che il pericoloso virus utilizza per prendere il possesso delle cellule e farle “impazzire”. Il donatore che ha salvato il malato aveva ereditato da entrambi i genitori l’inibizione alla produzione della molecola CCR5, questo ha garantito il funzionamento del meccanismo inibitore anche nel donatore.

Dopo il trapianto gli specialisti hanno consigliato all’americano di non assumere i potenti medicinali utilizzati per la cura dell’HIV. Avrebbero infatti potuto interferire nella delicata fase della riproduzione cellulare. Il piano prevedeva di reintrodurre i farmaci non appena si fossero presentati i segni del virus dell’immunodeficienza.

Ma questo non è mai avvenuto. Dopo due anni non c’è traccia di HIV nel suo sangue. Purtroppo la percentuale di rischio relativa ad un trapianto è ancora molto alta, per questo non è utilizzabile su larga scala. Ma non c’è dubbio su un fatto: stiamo percorrendo la strada giusta contro l’immunodeficienza.

Grazie alla perizia dell’ematologo Gero Hutter della Berlin Charité Medical University si apre la possibilità di curare la malattia che oggi colpisce oltre 33 milioni di persone al mondo.

(Nella foto l’ematologo Gero Hutter)

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