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Autodromo: Monza informa e Roma indaga

In settembre è stata redatta dal settimanale “Il Globo Monza e Brianza” la cronaca per il Gran Premio di Formula 1 dove, con puntualità, obiettività e senza peli sulla lingua, i lettori sono stati informati sugli avvenimenti che da luglio avevano accompagnato la pista monzese e sulla relativa presa di posizione assunta dagli ambientalisti. Tale informazione è stata recepita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per la “Tutela del patrimonio storico-ambientale del Parco di Monza”.
In sostanza, avevamo riferito come l’arrivo della nuova Soprintendente ai beni ambientali Carla Di Francesco avesse sovvertito la tutela del Parco a favore dell’Autodromo. Infatti, la tutela messa nero su bianco dalla precedente soprintendente Lucia Gremmo, in osservanza delle leggi e dei vincoli in vigore, ed espressa nel giugno ’96 in occasione del Prg Benevolo, classificava il Parco di Monza come “Zona A”, Centro Storico.
Nell’occhio del ciclone era finita l’autorizzazione concessa dal Comune alla Sias (l’ente che gestisce l’autodromo), peraltro approvata con un iter istituzionale di favore e in clima vacanziero nel giro di 15 giorni, per la costruzione dei nuovi box, ora in atto. La concessione era definita illegittima dal Comitato per il Parco, poiché in netto contrasto con i vincoli del polmone verde: dalla Legge 354/09 a quella Regionale 40/95, insomma, secondo gli ambientalisti, le leggi non erano state applicate per favorire la Sias e avevano anche presentato un esposto alla Corte dei Conti contro il non abbattimento delle curve sopraelevate, previsto dalla convenzione e dal piano regolatore.
Altresì finiva nel mirino la nuova soprintendente Carla Di Francesco, colpevole di aver affossato la tutela del Parco. Da ultimo l’americanata dell’associazione “Amici dell’Autodromo” che vogliono trasformare il Parco a nord del viale Cavriga in un gran luna park dei divertimenti motoristici, chiamandolo “Racemotorworld”.
Chi sostiene il progetto? – A detta degli ambientalisti, il progetto è sostenuto dall’ex sindaco leghista Aldo Moltifiori, segretario dell’associazione “tradito dalla frustrazione politica per i vecchi fallimenti”, col benestare del presidente Roberto Conti, approfittando del quadro istituzionale favorevole, dovuto proprio dall’abbandono della Tutela del Parco.
Questa sparata degli Amici dell’Autodromo, non aiuterà certo a placare gli animi ma porterà solo tensioni, penalizzando la Lega Nord e il Polo nella prossima tornata elettorale.
Altra benzina sul fuoco, poi, è stata aggiunta dalla richiesta di patteggiamenti dei dirigenti della Sias per salvare le strutture erette tra il ’96 e il ’98, nel processo attualmente in corso.
In ogni modo, le nostre disincantate osservazioni sono giunte al Ministero che, attivatosi, ha chiesto alla Soprintendenza Carla Di Francesco “di voler condurre gli opportuni accertamenti e di comunicare ogni utile informazione con sollecito riscontro”.
Si riapre così uno spiraglio, almeno si spera, per dare un miglior razionale equilibrio fra pro e contro l’esistenza dell’Autodromo nel Parco cittadino, in osservanza delle leggi vigenti.

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