Sostenibilità

La Germania ha detto sì all'idrogeno

di 30 Novembre 2001No Comments

La Germania ha già detto di sì all'idrogeno come alternativa per ridurre l'inquinamento ambientale nel piano di energia nazionale varato dal cancelliere Gerhard Schroder. E in questa scelta è all'avanguardia in Europa. A cominciare dalla frontiera automobilistica. In prima fila c'è la Bmw, la casa automobilistica bavarese che di idrogeno si occupa da oltre 20 anni e che adesso promette di portare sul mercato le prime vetture di questo tipo 'presto, al massimo fra 4 o 5 anni'. Non è la sola. Usare questo gas leggero, trasparente, incolore e inodore come carburante al posto della benzina è anche il progetto di un consorzio creato per realizzare un nuovo modello di mobilità sostenibile. Vi partecipano, oltre a Bmw, Mercedes e Volkswagen, il ministero dei Trasporti tedesco, l'Università Humboldt di Berlino e alcune compagnie petrolifere. Per l'ambiente è una rivoluzione. La Commissione Ue ha denunciato che i costi sanitari per le conseguenze dannose prodotte da ogni litro di benzina dalle auto nelle città sono di 1.400 lire. L'idrogeno, invece, quando viene usato come carburante, attraverso il processo di elettrolisi, scarica solo vapore acqueo. Come dire: emissioni zero. O, comunque, molto ridotte quando viene ricavato dal metano attraverso un processo chimico denominato reforming. La svolta tedesca, anche grazie all'accordo raggiunto a luglio dal governo con i produttori di elettricità per l'abbandono dell'energia nucleare, ora promette una accelerazione, grazie agli incentivi fiscali e nuovi investimenti stanziati per la ricerca sulla produzione di idrogeno da energie rinnovabili. Se molti costruttori automobilistici sono scesi in campo, Bmw è però l'unica azienda ad aver scelto la strada del motore a combustione interna invece delle celle a combustibile che usano l'idrogeno per poi far funzionare un motore elettrico. Per ora il motore è bivalente e funziona sia a idrogeno liquido raffreddato a . . .

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