Bhopal: il primo ministro si scusa per le reazioni contro i manifestanti

Digvijay Shing, primo ministro del Madhya Pradesh, ha annunciato lo scorso 3 dicembre, alla presenza di una delegazione International Campaign for Justice in Bhopal (ICJB), il decadimento di tutte le accuse contro gli attivisti di Greenpeace che, la scorsa settimana, hanno tentato di raccogliere una parte dei rifiuti pericolosi ancora abbandonati nell’area dello stabilimento della ex Union Carbide, a Bhopal, in India. Il primo ministro ha chiesto scusa per le violente reazioni delle forze dell’ordine nei confronti dei manifestanti riunitisi per protestare in maniera pacifica lo scorso 25 novembre. 18 anni fa, proprio la notte tra il 3 ed il 4 dicembre, si verifico’ a Bhopal il piu’ grande disastro chimico della storia che provoco’ 8000 morti nei tre giorni sucessivi all’esplosione dell’impianto, 20.000 decessi ad oggi e oltre mezzo milione di persone continuano a soffrire degli effetti della nube tossica. In occasione dell’anniversario di quel tragico incidente, le vittime ed i loro sostenitori hanno dato vita ad un lungo corteo per le strade della citta’. I manifestanti hanno invitato la Dow Chemicals, la multinazionale oggi proprietaria degli stabilimenti della Union Carbide, ad assumersi tutte le responsabilita’ per il disastro di Bhopal. “Abbiamo apprezzato il gesto del primo ministro, – commenta Prayang Joshi di Greenpeace India, – rappresenta un primo passo a cui speriamo faccia seguito un’azione concreta e tempestiva volta a fare finalmente giustizia”.
“Continueremo a portare avanti questa campagna contro la Dow fino a quando non si assumera’ la piena responsabilita’ di questo disastro”, ha detto Von Hernandez di Greenpeace International. Numerose sono state le azioni di protesta organizzate da Greenpeace in occasione dell’anniversario della tragedia di Bhopal. In Australia, ad esempio, un attivista ha consegnato ieri un kit di pulizia ai dirigenti dello stabilimento, Tara Buakamsri, in Tailandia, ha portato terra e acqua contaminata di Bhopal agli stabilimenti della Dow, mentre la notte dello scorso 3 dicembre, un gruppo di attivisti ha manifestato nel Michigan con candele, striscioni e foto del tragico incidente di fronte alla casa di Michael Parker, presidente e direttore esecutivo della Dow Chemicals.

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