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Vernice ecologica dai pomodori

Ridurre l’inquinamento dovuto all’utilizzo della plastica nel settore agricolo è possibile. Eureco, società a capitale pubblico che si occupa di ricerca nelle energie alternative, ha presentato, nella sede del CNR, i risultati del progetto “Life”. Sfruttando le comuni bucce di pomodoro, infatti, è possibile dar vita ad una sorta di “vernice” biologica e degradabile utilizzabile come spray per la “pacciamatura”, l’operazione di rivestimento dei terreni o, in alternativa per la produzione di piccoli contenitori biodegradabili.
Il progetto, stando a quanto spiegato dall’amministratore unico Antonio De Falco, verrà prima presentato e poi esportato anche in Argentina dove sarà preso in esame dagli esperti dell’International Solid Waste Association (ISWA), il massimo organismo internazionale, non governativo e senza scopo di lucro, competente nel ramo dei rifiuti.
“Il progetto Life – ha detto il prof. Mario Malinconico, ricercatore dell’Istituto di Tecnologia dei Polimeri del CNR di Pozzuoli – è decisamente innovativo nel campo dei rifiuti agricoli in quanto comporta una profonda rivoluzione”. La vernice, infatti, dopo esser stata spruzzata su un dato terreno ed esposta ai raggi solari, si trasforma in sottili strati “plastificati” che possono essere facilmente assorbita dal terreno e in seguito trasformati in prezioso concime. La vernice biodegradabile avrà l’importante compito di sostituire i film plastici attualmente in uso che, dopo l’uso, vengono bruciati causando inquinamento atmosferico.
Se la semplice tutela dell’ambiente non dovesse essere poi argomento di primaria importanza per i grandi produttori agricoli, Malinconico conclude dando un’altra importante motivazione che dovrebbe spingere tutti a servirsi del nuovo spray: “La vernice biodegradabile abbatterà i costi e potrà costituire fonte di ricchezza”.
Secondo la Eureco, che fino ad oggi ha elaborato studi, ricerche e rapporti utilizzati come strumenti tecnici dai più autorevoli organismi internazionali quali, l’UE, l’UNEP, l’OMS e la Banca Mondiale, l’importanza della ricerca è da individuarsi nell’abbattimento della produzione di rifiuti agricoli. Si stima infatti che soltanto in Italia, per la protezione delle plastiche di copertura dei raccolti, si consumano per 100mila ettari almeno 70mila tonnellate di film di plastica. Questi materiali impongono un notevole impegno nel campo dello smaltimento.

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