Legalità: vendemmia anti-mafia nelle terre confiscate ai boss

Sono decine i volontari giunti da ogni parte d’Italia per vendemmiare l’uva delle vigne impiantate sui terreni di Canicattì (Agrigento) confiscati alla criminalità organizzata. Da Toscana, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna sono arrivati studenti e pensionati, ma anche liberi professionisti ed appartenenti al clero, per partecipare alla “vendemmia anti-mafia”.

Da ieri i volontari sono già al lavoro nelle vigne di contrada Graziano Di Giovanna, che corrispondono ai terreni confiscati alla famiglia mafiosa dei Guarneri di Canicattì (Agrigento). Sono giunti da ogni parte d’Italia per partecipare alla ”Vendemmia anti-mafia” promossa dall’Arci presso la Cooperativa ”Lavoro e non solo”.

I volontari raccoglieranno l’uva bianca, soprattutto uva Catarratto e Grillo, destinata a diventare un ottimo vino. Giorgio Napolitano, infatti, quest’anno per la ”Festa della Repubblica” ha voluto sulle tavole del ricevimento presidenziale proprio i vini ed i prodotti di questa Cooperativa agrigentina.

Studenti, pensionati, ma anche professionisti ed appartenenti al clero sono giunti in Sicilia da Toscana, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Sono una ventina, inoltre, i volontari arrivati da Corleone (Palermo), dove hanno iniziato la raccolta dei meloni gialli. Durante il mese di settembre sono previsti ulteriori campi in altri beni confiscati a soggetti coinvolti in processi di mafia.

I volontari non lavoreranno soltanto, ma avranno modo di conoscere le bellezze della zona e la storia di personaggi come il magistrato Rosario Livatino – ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 e per il quale è stato avviato anche un processo diocesano di canonizzazione – e il magistrato Antonino Saetta – assassinato il 25 settembre 1988 insieme  al figlio Stefano (quest’ultimo ucciso perché ritenuto un possibile “scomodo” testimone).

Fonte:  www.ansa.it

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