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La storia inedita del colonialismo italiano in Africa…

Noi italiani abbiamo davvero chiuso i conti con l’Africa? Molti fatti ci dicono di no: i nostri libri di storia non fanno giustizia sui crimini che abbiamo commesso, in particolare in Libia e in Etiopia. E’ uscito poche settimane fa un libro-verità, intitolato “In Africa Andammo. Gli orrori negati all’Africa italiana”, che fa finalmente luce su fatti e cronache perlopiù sconosciute alla storia coloniale, da cui emerge quindi un’Italia poco conosciuta. Il libro, in vendita sul sito IBS (www.ibs.it) è corredato da numerose immagini d’epoca che illustrano, oltre all’occupazione italiana, anche gli usi delle popolazioni africane.
Il saggio propone un percorso per capire gli aspetti più importanti del colonialismo italiano attraverso immagini, pubblicazioni divulgative dell’epoca, libri, giornali e riviste. Il percorso mette in evidenza come per ogni popolo il cattivo è sempre ‘l’altro’, esalta le crudeltà che non le appartengono e tende a minimizzare (quando non a nascondere o a negare) le proprie. Si comprende anche come l’Italia, al pari di altri Paesi europei, non abbia veramente chiuso la “partita” con l’Africa negando o insabbiando crimini gravissimi come l’uso di armi di sterminio, l’apertura di campi di concentramento, le deportazioni di massa, non essendo mai stati storicamente elaborati.
L’autrice, Antonella Randazzo, vincitrice del Premio Ibiskos con il saggio “Se il futuro è nero”, si è laureata in Filosofia all’Università di Pavia, città nella quale ha insegnato. Si occupa da tempo di Diritti Umani, con riferimento ai Diritti Indigeni e delle popolazioni soggette al potere occidentale.

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