Il Palazzo del Quirinale aperto al pubblico

Un viaggio lungo 7000 anni. E’ quello che propone il Palazzo del Quirinale ospitando la mostra “Turchia: 7.000 anni di storia” nel Salone delle Bandiere, per l’occasione aperto al pubblico tutti i giorni e ad ingresso gratuito. L’evento, inaugurato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal Presidente della Turchia Ahmet Necdet Sezer, rientra nelle iniziative organizzate per celebrare i 150 anni di relazioni diplomatiche tra Roma e Ankara. “L’Italia sostiene da sempre il percorso di avvicinamento della Turchia in Europa – ha spiegato il Presidente Napolitano – nella convinzione che la grandezza di una civiltà dipende dalla sua capacità di apertura alla cultura dell’altro. L’Italia e la Turchia – conclude – sentono di dover far proprio questo insegnamento della storia”.

Dello stesso parere il Presidente della Turchia Sezer che, in un suo messaggio, ha confermato: “ L’Italia e la Turchia, fondatrici e sedi dei due grandi Imperi che hanno segnato la storia del Mediterraneo, sono state anche le porte d’ingresso all’Occidente e all’Oriente. L’amicizia turco-italiana ha radici profonde. Nel XIV secolo, quando il Mediterraneo era lacerato dalle guerre, i mercanti e gli ambasciatori di Venezia e Genova erano accolti con benevolenza e fiducia dagli ottomani”.

L’esposizione, curata dal segretariato della Presidenza della Repubblica e organizzata da MondoMostre, ricostruisce l’ intensa relazione attraverso 43 reperti simbolici appartenenti alle differenti culture e civiltà succedutesi sul territorio anatolico – dall’insediamento urbano di Catal Hoyuk, la più antica e grande città di età neolitica mai ritrovata, alla fine dell’Impero ottomano (1919-23) -provenienti dai principali musei turchi, dal Palazzo di Topkapi di Instanbul al Museo delle Civiltà Anatoliche di Ankara.

Oggetti rari di importazione sia asiatica che occidentale- l’incensiere di giada Ming, ma anche l’anfora borgognona di cristallo di rocca, il bacile di diamanti e smalto dell’ambasciatore d’Asburgo, il medaglione dei fratelli Donizetti, con incisa una viola di pensiero- testimoni di quanto l’Impero ottomano derivasse da Bisanzio la capacità di combinare tra loro le diverse tradizioni asiatiche, e con queste quelle europee.

Antica vocazione riflessa anche nelle meravigliose ceramiche Iznik, negli specchi ricoperti di gemme e, soprattutto, nello splendente Corano intarsiato d’oro e tempestato di turchesi, smeraldi e rubini, eletto quasi a simbolo della mostra. Un viaggio lungo 7000 anni, che permetterà al visitatore di scoprire il cammino di un Paese attraverso i secoli, quella stessa Turchia che oggi bussa alle porte dell’Unione Europea.

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